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giovedì 26 ottobre 2017

Detesto...

Detesto tutto quello che si muove in modo subdolo e non preciso, detesto il pressapochismo degli esseri respiranti che si credono perfetti, detesto quello che ci viene propinato come necessario senza esserlo, detesto il provincialismo con cui spesso si vive, detesto l'ipocrisia in tutti i suoi aspetti!
Alla base della nostra vita spesso ci ripetiamo di dover fare, dover essere, dover vivere secondo schemi dettati da motivazioni che nulla hanno a che fare con l'essere umano inteso nella sua triade; corpo, mente, spirito.
Vivere in quel modo silenzioso, falso, ipocrita che ci porta ad essere falsamente interessati alle persecuzioni dei popoli, alle terribili e funeste problematiche umane, della terra che si va distruggendo, degli uomini che si uccidono senza motivo. restare indifferenti difronte a tutto, facendo finta di vivere nel modo giusto, corretto, dove ci si commuove per la farfalla che vola nell'aria, ma non ci interessa saper se il vicino riesce a sopravvivere.
Ma cosa ci serve per accorgerci che ognuno di noi ha bisogno di un altro per potersi sentire vivo, che siamo innegabilmente legati da fili invisibili che ci uniscono a volte in una sola forma di vita.
Quanta poca forza c'è nella nostra vita, tutto ha un colore sbiadito, un suono indefinito, una stretta di mano floscia e senza energia, un sorriso falso senza luce, un abbraccio che non scalda, un bacio che non ama!
Voler provare la vita attraverso questa poca energia non è pensabile, ci spaventa il contatto perché ci possiamo infettare, ci barrichiamo dietro falsi moralismi, ci si nasconde per non prendere posizioni azzardate.
Farei una giornata all'insegna del "Possibile tutto", guardarci senza conoscerci, abbracciarci senza amarci, salutarci con un bacio senza essere amanti, provare a sentire il calore dell'altro, donando altrettanto calore, formando una forza di luce che ci legherà per sempre al mondo che tutti desideriamo!
Utopia, fantascienza, filosofia, urlare un "NO" che possa essere avvertito fino in alto nel cielo, che poi si polverizzi in tanti no piccoli ma forti, che riempiano la terra di colore, di energia, di forza, capace di imprimere una rotazione giusta; dove la terra possa riprendere una orbita corretta.
Immaginare una trottola che ruota impazzita senza un ordine codificato da leggi Divine, dove solo il desiderio di molti uomini dotati di quella purezza che contrasta il buio, dove ci troviamo ormai da diversi anni, riesca ad imprimere la giusta rotazione  dove il bello non venga scambiato per banale, dove l'amore non venga confuso con l'ipocrisia, dove la religiosità non prenda il sopravvento come forza negativa di dominio, dove l'essere umano sappia riprendere in mano la propria forza vitale senza paura.
La paura, sentimento strisciante che incide sulle tematiche di tutti i giorni, quotidiano, politico, medico, spesso siamo confortati dal fatto che mediocremente ci riteniamo coraggiosi, senza tener conto che la paura ci attanaglia, ci stritola, ci avvolge in quelle spire che spesso ci fanno rinunciare a combattere per avere parte fondamentale della nostra vita.
Sicuramente è un'aspirazione surreale la mia, ma una cosa è certa "IO CI CREDO", e spero che altri pazzi come me pensino e desiderino la stessa cosa: una vita da ESSERE UMANO, che sia degna di questo nome.
Senza paura vivere, desiderando, auspicando, farneticando, pensando, volendo, vivere con amore quello che mi appartiene, senza che uno qualsiasi possa portare modifiche a questo.
Adesso una bella ricetta di un dolce che dolcifichi in maniera forte la nostra giornata.

Torta dei mille desideri



Ingredienti:
un pan di spagna già pronto, oppure una mia ricetta
una crema pasticcera fatta come segue:
3 uova fresche, dove useremo solo i tuorli,
4 cucchiai di zucchero o fruttosio,
3 cucchiai di farina o 4 cucchiai di fecola di patate,
1/2lt di latte vaccino oppure latte di riso ricordandoci che se usiamo del latte vegetale aggiungiamo un cucchiaio di farina,
3 cucchiai di cacao amaro o se preferite cioccolato fondente 100gr,
3 cucchiai di gocce di cioccolato fondente,
un baccello di vaniglia.
Per la bagna usare del liquore dolce allungato con acqua.

Sbattere i rossi con lo zucchero, intanto mettiamo a bollire il latte con la vaniglia, quando i rossi sono ben montati aggiungere la farina, il cacao o il cioccolato sciolto a bagnomaria,  mescolando delicatamente, subito dopo aggiungere lentamente il latte. In una pentola mettere dell'acqua a bollire ed immergere il contenitore della nostra crema facendo cuocere a bagnomaria. Quando inizierà a bollire e ad essere densa togliere dal fuoco lasciare raffreddare, intanto prendere il pan di spagna tagliarlo in due parti, bagnare con il liquore, spalmare la crema mettere le gocce di cioccolato, poi aggiungere l'altro strato, bagnare di nuovo e rimettere la crema mettere altre gocce di cioccolato. riporre in frigo e servire freddo.
Buone coccole a tutti.

Un abbraccio forte ed intenso come il cioccolato!

Doriana

martedì 4 ottobre 2016

Truffa all'autogril....

Giorni fa viaggiando in autostrada, verso Pisa, ci siamo fermati come spesso accade , per una sosta all'autogril, (per riservatezza non metto dove), e mi sono trovata ad osservare una truffa.
Si proprio una truffa, sapete quelle che spesso abbiamo visto sui film del grane Totò, dove il turista viene preso di mira con le solite storie truffaldine, ben ideate, ma poco edificanti per il nostro popolo fatto anche di persone oneste!
Allora ci rechiamo alla cassa e prendiamo il nostro orzo in tazza grande, dietro di noi un signore straniero, forse francese o come diceva Marco spagnolo; comunque non parlava bene l'italiano, ma secondo me si faceva capire molto bene!
La cassiera si fa ripetere più volte cosa desiderasse, e lui molto pazientemente ripete "un croissant e due cafe au lait", mi sembrava chiaro che desiderava un "cornetto con due cappuccini".
Bene, questa formulazione la signora gli l'ha fatta ripetere almeno sette volte, e sembrava che avesse capito la richiesta terrificante dello "Straniero".
Il signore prende lo scontrino e si sposta al banco del bar, dove ricomincia la farsa, la barista chiede cosa desiderasse, e lui riconferma la sua richiesta, croissant e cafe au lait, la signora fa notare che il suo scontrino riportava solo un croissant, ma lui aveva pagato, e si ricordava perfettamente, anche 2 cafe au lait, che stranamente l'altra signora si era guardata bene dal riportare sullo scontrino appena fatto.
Nasce una diatriba tra i due, il signore un poco indispettito chiarisce che lui aveva pagato quello richiesto. A questo punto da dietro l'altro banco esce quella del misfatto ed in modo repentino dice alla sua collega "dai, dai l'ho fatto io lo scontrino", questa come se avesse confermato una sorta di parola magica, dice di aver capito, ed inizia un'altra farsa quella del significato del cafe au lait, che voleva mettere in 2 bicchieri di vetro tipo aperitivo e lui dice di no, allora prende 2 bicchieri di carta tipo quelli che si usano per le bibite, e lui dice ancora di no. A questo punto stanca di tutto questo indico al signore la mia tazza e lui  sfiduciato fa segno che era quella che voleva; una semplice tazza in ceramica bianca dove bere il suo cappuccino.
Tutto questo per far notare la nostra idiota scortesia rispetto agli stranieri ospiti nel nostro meraviglioso paese, ma soprattutto per far presente a tutti voi di controllare gli scontrini che vengono emessi sugli autogril, dove mi sembra facile che i signori, spero non tutti, che ci lavorano decurtano in modo quasi pedissequo le consumazioni!
E poi ci facciamo forti urlando a squarciagola che i nostri politici sono dei ladri, ma non rappresentano in maniera perfetta la nostra popolazione?


Un abbraccio a tutti come sempre pieno di buone speranze e di grande forza!


Doriana



Vi inserisco come faccio spesso una ricetta, vista la polemica un po' salata ve la contrasto con il gran dolce di questa crostata!


Crostata di crema e fragole

Ingredienti per 8 persone:

per la pasta frolla:

500gr di farina manitoba biologica
3 uova
300gr di zucchero
200gr di burro o di ghee

Per la crema:
2 uova freschissime
2 cucchiai di farina di manitoba biologica
1 lt di latte di capra
scorza di limone biologico

Per la farcitura:

500gr di fragole fresche

Per la gelatina potete usare quella in fogli, ne bastano 3 o 2 a seconda della grandezza


Per la frolla vi rimando al mio post La Dama delle crostate, troverete come fare l'impasto della pasta frolla. Per la ricetta e la preparazione della crema vi faccio leggere l'altro post I Bignè di zia Pasqua.
Quando avrete impastato la frolla, lasciatela riposare, e preparate la crema pasticcera che lascerete freddare. Foderate una teglia della forma che preferite e disponete la pasta frolla bucherellando il fondo con una forchetta, disponete un altro foglio di carta forno sopra la pasta e coprite con dei ceci. Infornare a forno già caldo per circa 30 minuti a 180°. Nel frattempo lavate e fate asciugare su un panno pulito le fragole, tagliatele a metà e mettetele a scolare su uno scolapasta, in modo che lascino andare il liquido in eccesso.Preparate nel frattenpo la gelatina, mettete i fogli in acqua fredda mentre in un pentolino fate scaldare due cucchiai di acqua con 2 cucchiai di zucchero, strizzare bene i fogli  e metterli nel pentolino lasciare sciogliere. Quando la base è cotta lasciare raffreddare, a questo punto componete il vostro spettacolare dolce, mettete sulla base di pasta frolla la crema, e disponete in modo ordinato le fragole, versare la gelatina ancora calda, e riponete in frigo.
Il dolce va presentato e soprattutto mangiato freddo. E' un dolce che si presta ad essere preparato anche con molto anticipo può essere surgelato, si presenta sempre in modo superbo, ed è fantastico!

Provatelo e fatemi sapere!


Nel periodo quando non sono disponibili le fragole possiamo usare altra frutta, tipo kiwi, uva, mandarini, arance o quello che più vi piace.

lunedì 25 gennaio 2016

Sempre il sole...

Mi alzo presto, e non riesco ancora a vedere il sole.
Troppo buio il cielo, il suo mantello nero ha  impresse le stelle.
Da qualche giorno la luce arriva verso le 7 e 30, solo allora si riesce a percepire se sarà una bella giornata, magari con un sole tiepido ma grande nel cielo azzurro, terso con quel colore cielo che ci lascia riflettere sulla bellezza della natura.
Molto freddo e spesso un cielo sereno sono la cosa migliore in queste giornate d'inverno.
La domenica è trascorsa serenamente, con un dolce lezioso "non fare niente", ogni tanto mi lascio andare al piacere della lettura e dell'ozio.
Però venerdì che ero di buon umore e con tanta fantasia ho preparato dei panini, tutti inventati, ma che sono risultati buonissimi.
Poi mi sono lasciata convincere dalla frutta a preparare delle confetture, di arance e di kiwi.
Vi lascio la ricetta della mia invenzione!


Panini al cocco

Ingredienti per circa 20 panini:

200gr di farina manitoba biologica di Bongiovanni
100gr di farina di cocco
latte di riso o di capra qb
1 bicchiere di olio di oliva o di semi
1 cucchiaino di lievito per dolci

Sono velocissimi da fare e tanto versatili, li potete usare per il salato o per il dolce.
In un contenitore capiente, mettere le farine il lievito e amalgamare con il latte, l'impasto deve risultare morbido, a questo punto aggiungere l'olio e mescolare ancora. Lasciare riposare per qualche minuto, in una teglia mettere la carta forno, e con il cucchiaio da minestra prendere del composto e
metterlo sulla teglia.
Intanto avremo acceso il forno a 150° quindi inforniamo i nostri panini per circa 10/15 minuti, dipende dal vostro forno, devono risultare dorati e non scuri.

Li potete servire con del prosciutto, o del patè di fegato o con delle marmellate come ho fatto io.


Buon appetito!


Doriana

lunedì 19 gennaio 2015

Felicità....

Svegliarsi la mattina e rendersi conto che c'è il sole, questa è felicità. 
A volte la cerchiamo in cose difficili da avere e da trovare, mentre basta poco la felicità la possiamo trovare dentro di noi, riacquistando l'unicità di ogni essere, tornare e ritrovare "te stesso". 
Spesso ci lasciamo prendere dalla nevrastenia del "fare", cercando altrove quello che ci rende felici e sazi. Ma spesso sono cose che lasciano il vuoto, senza regalarci niente di nuovo o di bello.
Sentirsi in una gabbia, a volte la vita ci chiude le porte, o forse siamo noi che ci chiudiamo per paura di uscire e assaporare quello che semplicemente ci viene donato tutti i giorni. 
Le giornate insipide e vuote, fatte di routine, azioni che si eseguono in modo automatico, sorrisi scontati senza entusiasmo, gesti che si ripetono senza voglia o interesse.
Perché non provare a rendere semplice la nostra giornata dando gusto ai piccoli gesti, spontanei che rendono vitale e allegra anche una giornata semplice, fatta di lavoro, di famiglia, delle solite cose, che se guardate con occhi diversi assumono dei colori nuovi. 
La felicità non è solo quello che ci circonda, non dipende da quanto possediamo, dall'aver sofferto molto o poco, da quanti dolori o gioie abbiamo vissuto. 
La felicità è come una sorgente di acqua viva che nasce da dentro, sgorga con la forza e l'irruenza che viene dall'energia come tale.
La felicità non è legata al pensiero ma alla parte creativa e pratica della nostra vita, non dobbiamo desiderare di essere diversi, ma imparare ad amare quello che siamo.
Basta guardare la natura se si nasce fiore non si può pensare di essere un gatto, seguire la nostra natura è già felicità. 
Guardiamo la nostra vita ed impariamo ad amarla, con il bello ed il brutto, essere felici significa imparare a crescere, nessuno ce lo può insegnare ma lo possiamo e lo sappiamo fare.
Vivere il momento essere "qui ed ora", questa è la felicità.
Voglio anche dare un piccolo consiglio, il cervello ed il nostro intestino si somigliano, sia anatomicamente, per tutte quelle tortuose spire, sia fisiologicamente; tutti e due assorbono dall'esterno, l'intestino, il cibo ed i suoi nutrimenti, il cervello notizie ed emozioni. 
Tutti e due eliminano quello che non gli serve, l'intestino con le feci, il cervello dimenticando.
E allora purifichiamo e teniamo sgombro il nostro intestino ed avremo sicuramente meno ristagno nel nostro cervello. 
Mangiare bene, molte verdure, poca carne, tanta frutta e pochi dolci, porteranno una giusta salute intestinale. 
Liberarci dai pensieri ossessivi, stagnanti, ripetitivi, facciamolo con la meditazione e la pratica dello yoga.
Ritrovare se stessi nel silenzio, nelle asana, imparare a non fermarsi sui nostri pensieri, sgombrare dalle ansie inutili la mente, solo così potremo ritrovare la "Felicità".





Una buona riflessione...
"Una mente intelligente che non si collega con il cuore è una mente incolta"

Doriana

martedì 30 dicembre 2014

Dopo il Natale...

Siete tutti interi?  Sicuramente con qualche giro di cinta aumentato!
Però non si può rinunciare alle feste natalizie, assaggiare, mangiare, spiluccare e chi resiste!!
Sono ancora viva dopo vari giorni tutti insieme, bello ma pesante.
Per noi è stato un Natale semplice con pochi regali ma tanto amore, quello che invece è accaduto intorno a noi è stato veramente terrificante. 
Incidenti in aria, in mare e altrove, sembra che tutto continui senza lasciare posto alla meraviglia delle feste!
Fare un resoconto di quest'anno non è facile e tanto meno bello, è stato un anno duro e senza sosta, poche cose gradevoli, molte le scocciature, tante le soddisfazioni, voglia di ricominciare e quindi VITA!
Voglio augurare tutto il meglio che il vostro pensiero possa partorire, e mentre scatta la mezzanotte e ci si ritrova fantasticamente nell'anno nuovo produciamo un pensiero stupendo e collettivo, facciamo scendere dal cielo tanto AMORE che possa colmare i nostri vuoti e pacificare i cuori!


A tutti belli e brutti, buoni e cattivi, bianchi e neri, rossi e gialli BUON ANNO!!!


Ricetta dei più buoni biscotti che ho fatto!



Nocciole e vino



Ingredienti:

500gr di farina miglio
200gr di farina manitoba biologica (esiste)
200gr di nocciole e mandorle
200gr di zucchero
2 bicchieri di vino bianco
1 bicchiere di olio evo
1 cucchiaino di lievito di ammoniaca
1 cucchiaino di cremortartaro

Mettiamo a tostare le nocciole e le mandorle, intanto in una terrina mettiamo le due farine, lo zucchero, le mandorle e le nocciole che avremo triturato, ed impastiamo con il vino e l'olio, in ultimo mettiamo i due lieviti. L'impasto deve risultare morbido come quello degli gnocchi, facciamo dei rotoli con le mani, e tagliamo dei dischi piuttosto alti, tipo 1 cm, mettere i biscotti in una teglia imburrata o come faccio spesso con la carta forno, ed infornare in forno già caldo a 180° per circa 10 minuti, devono risultare ambrati non troppo cotti.
Sono favolosi, adatti anche ai vegani e ai vegetariani, provateli!


martedì 23 dicembre 2014

Pronti....via!

Prima delle feste si fanno sempre dei buoni propositi, poi come sempre si corre a fare regali cercando di non sbagliare, di risparmiare ma soprattutto di accontentare!
Quindi come tutti gli anni si parte in  pole position, e si corre ai ripari, cercate di non dimenticare voi stesse. 
La frenesia di questi ultimi giorni ci fa dimenticare ,come sempre, il vero significato di queste feste, il Natale corre veloce verso la sua fine, scarteremo, baceremo, ringrazieremo, e poi?
Resta il vuoto delle scatole aperte e trafugate, resta la noia, l'insoddisfazione, la solitudine di regali che non potranno mai sovrastare e riempire tutti gli spazi della nostra anima.
Già l'anima, questa cosa astratta di cui si parla molto, nessuno l'ha mai vista, molti l'hanno sperata, altri ne sono stati travolti. 
Ma cos'è l'ANIMA, è' l'essenza che ci tiene in vita, e cos'è la vita senza l'anima, insomma come possiamo vivere senza anima, e come nutro la mia anima, non certo con i regali, che poi spesso piacciono più a chi li ha regalati che a quelli che li ricevono.
Quest'anno facciamo un regalo alla nostra Anima, regaliamoci qualche momento di silenzio, di pace, di luce, di colore, che possa aumentare l'energia dell'Anima.

A tutti BUONE FESTE!

Come è mio solito vi lascio una ricetta semplice, facile e bella...oltre che buona come sempre!


Mattonelle ai tanti sapori




3 uova intere e fresche

3 cucchiai di zucchero
farina qb
1 scorza di limone grattugiata 
1 cucchiaino di cremor tartaro

Dovrete fornirvi di una piastra per fare le cialde, hanno vari disegni e si comprano nei mercati o in negozi per casalinghi.

In un contenitore mettere le uova e lo zucchero, con lo sbattitore elettrico sbattere molto bene le uova che dovranno risultare ben sode, aggiungere la farina fin quando il composto risulta denso ma che possa essere versato con un cucchiaio. Mettere la scorza grattugiata del limone e mescolare e aggiungere anche 1 cucchiaino di cremor tartaro.
Mettere sul fuoco la piastra per fare le cialde e lasciarla scaldare bene, da parte teniamo una tazzina dove avremo messo dell'olio, e con un pennello per dolci spennellare le due parti della piastra, mettere un cuchiaio di composto, chiudere la piastra e lasciare cuocere da ambo i lati.
Proseguire fino alla fine del composto.
Potete guarnire con marmellata, o nutella, o miele, o semplicemente mangiarle così senza niente!

Vi lascio alla prova di queste antiche delizie!

Doriana

lunedì 15 dicembre 2014

Luna e donna...

Spesso mi incanto a guardare la Luna, in  notti chiare e stellate, Lei si lascia guardare, la preferisco tutta Piena come una grande frittata, bianca luminescente, che ti guarda e sorride. 
Ma è affascinante anche a metà, con la gobba a ponente, o con il suo mezzo arco a levante. 
Bella e indecifrabile, tutti cercano di raggiungerla, una nostra pilota astronauta nonché ingegnere, Samantha Cristoforetti, si trova proprio sulla meravigliosa luna, chissà quale fascino avrà, quando la si guarda direttamente sulla sua superficie! 
Ma bisogna ricordare che la luna ci ha sempre affascinati, dai tempi lontani è sempre stata menzionata nelle poesie, nelle canzoni, per poi ricordare l'astrologia, soprattutto quella cinese ed indiana. 
L'astrologia in queste due tradizioni è prettamente lunare, ritengono questo pianeta più importante del sole. 
La Luna si muove rapidamente nel cielo, cresce e diminuisce, emana una potenza misteriosa che riesce ad influenzare la crescita delle piante, il movimento delle maree, la fertilità della donna, come una madre la Luna presiede alla nascita ed alla trasformazione di tutti gli esseri viventi, ma riesce ad influenzare in modo importante la nostra mente.
Questo pianeta nascosto in parte ci riporta al nostro "nascosto", sensazioni, pensieri, le preoccupazioni, le speranze, le gioie le emozioni più recondite e incofessabili, le raccontiamo alla Luna, silenziosa e inscrutabile, che mantiene tutti i segreti, una grande amica, capace di consolarci, di tranquillizzarci, di ascoltare senza intervenire!
Nella cultura indiana la Luna viene definita in sanscrito Chandra " luminosa", ma se andiamo alla radice " chint" significa pensare, riflettere " e "dris" vuol dire vedere guardare, così unendo avremo " colei che osserva il pensiero". 
Vedete quanto erano più in avanti di noi!
Allora tiriamo il nostro naso insù e restiamo in ammirazione della Luna, potrebbe portarci degli ottimi consigli, quantomeno ci farà sentire meno "sole"!
Per continuare a parlare della Luna vi lascio questa ricetta semplice semplice, solo con una forma inusuale.....


Millefoglie di Luna





Una confezione di pasta sfoglia rotonda

crema pasticcera:
5 uova fresche
5 cucchiai di zucchero bianco o fruttosio
5 cucchiai di farina manitoba
1/2 lt di latte di capra



Prendere la pastasfoglia e dividerla perfettamente a metà, mettere su una teglia con carta forno ed infornare in forno già caldo a 200° per circa 10 minuti. Quando tutte e due le parti sono cotte e dorate lasciare raffreddare.

A parte prepareremo la crema che dovrà essere ben soda. 
Mettere a bollire mezzo litro di latte di capra con una stecca di cannella, sbattere in un recipiente di acciaio 5 rossi, con 5 cucchiai di zucchero o fruttosio, quando saranno ben montati aggiungere 5 cucchiai di farina manitoba, mescolare bene che non si formino grumi, aggiungere il latte ancora caldo, e mettere sul fuoco a bagnomaria, girare sempre il composto, quando inizia ad addensare fare attenzione che non si attacchi sul fondo, la crema deve risultare abbastanza densa, lasciare raffreddare.
Su un piatto da portata mettere una mezza luna, coprire con la crema pasticcera, mettere l'altra metà e coprire ancora con la crema rimasta. 
Per guarnire ho usato delle gocce di cioccolata.


Ottima serata al chiarore della LUNA!


Doriana

venerdì 28 novembre 2014

L'Amicizia è ...

Ho pochissime amicizie, spesso donne, il piacere che si prova a ciarlare con un'amica è veramente incredibile, niente secondo me può sovrastare quel momento, idilliaco, pieno di complicità, a volte di silenzio a volte di sovrapposizioni, ma che spesso finisce con una bella risata.
Mi piace condividere momenti culinari con le mie amiche, accompagnate dai rispettivi mariti, a volte anche dai loro migliori amici, i cani.
Il ricordo di quei momenti resta impresso nell'anima, quando il silenzio e la solitudine si fanno forti amo riguardare le foto, che hanno fermato l'immagine di quelle emozioni.
Con un abbraccio forte sia a Carmela che a Patrizia, dedico questa piccola "sviolinata".
A pranzo con tutte e due in momenti diversi, con piatti diversi, però una cosa abbiamo condiviso il regalo di Carmela con la mia amica Patrizia.
Vi lascio come al solito le mie ricette...

E così ci perdemmo nella Torta Nera

Ingredienti per 6 persone:
1 pan di spagna al cioccolato
crema pasticciera
1 bicchiere di liquore
1 bicchiere di acqua
panna montata per guarnire

Prendiamo il pan di spagna al cioccolato amaro, tagliamolo a fette alte 1cm, posizionatele in un recipiente non troppo alto, bagniamole con un liquore bianco dolce, io ho usato l'anice, diluito con acqua, spalmiamo per bene la crema che deve costituire uno strato abbastanza alto, copriamo con altre fette di pan di spagna e bagniamole ancora. Mettiamo in frigo almeno per due ore, intanto a parte montiamo la panna, per avere una panna ben montata, teniamo la panna fresca in frigo per 12 ore, mettiamola in un recipiente di acciaio e aggiungiamo zucchero a velo, montare con una frusta elettrica.
Assemblare il dolce in un piatto mettendo vicino un cucchiaio di panna.


Tortellini bolognesi con funghi e  tartufo


Ingredienti per 6 persone:
1kg di tortellini bolognesi, regalati da un'amica
300gr di funghi porcini
3 tartufi neri
500cl di panna fresca
2 cucchiai di besciamella
olio evo e sale qb
1 mazzetto di prezzemolo

Mettere a bollire l'acqua, intanto avremo pulito i nostri funghi, tagliati sottili e messi in una padella con olio evo e prezzemolo tritato. Lasciare cuocere, aggiungere il sale, e mettere la panna con i 2 cucchiai di besciamella, lasciar cuocere per 10-15 minuti, fino a quando il composto sarà ben amalgamato. A parte, lavare e grattugiare i tartufi.
Intanto buttate i tortellini, fateli cuocere, scolateli, servire nel piatto, unendoli al condimento,  e guarnire con il tartufo.
Vi assicuro che erano buonissimi!!

Un abbraccio affettuoso a Carmela e Patrizia...

Doriana

venerdì 17 ottobre 2014

Grigio solo Grigio?

Visto che va di moda la sfumatura, io parlerò delle sfumature di grigio.
Non vi aspettate cose esaltanti sessualmente parlando, ma soltanto di tutta questa nostra vita negli ultimi tempi sempre più grigia.
Il lavoro ... grigio fumo, la vita di società ... grigio antracite, le nostre relazioni ... grigio piombo, la nostra vita affettiva ... grigio asfalto, la sessualità ... grigio noia.
Bhè, penso di aver dato un'idea delle grandi sfumature del grigio, che ne dite di colorare questo grigio con dei colori accesi, forti, intensi, come verde smeraldo come le finanze, azzurro cielo ... la vita di società, rosa fucsia ... per tutte le nostre relazioni, amicizie, conoscenze, parentali, genitoriali, giallo sole ... per la nostra vita affettiva, rosso intenso per la sessualità.
Dovremmo interessare anche i politici in questo arcobaleno, in maniera tale che loro possano colorare intensamente la nostra vita.
Sperando in tutto questo, intanto io vi faccio sognare con le mie ciambelle fritte.

Ciambelle fritte


Ingredienti per 20 ciambelle:
500gr di farina manitoba
200gr di fecola di patate
100gr di burro
150gr di zucchero
1 tazza di latte di capra o di riso
2 cucchiaini di lievito madre liofilizzato
1 cucchiaino di cremor tartaro
2 uova
Zucchero per guarnire
olio di semi di arachidi o di oliva per friggere

Prendiamo 200gr di manitoba, il lievito, facciamo scaldare il latte ed impastiamo gli ingredienti, lasciamo lievitare in un posto caldo per almeno un'ora.
Quando l'impasto sarà lievitato, aggiungiamo le uova intere, lo zucchero, la rimanente farina e la fecola, impastiamo bene, deve risultare morbido ma non deve attaccarsi alle mani, lasciamo lievitare per un'altra ora circa. 
Quando è lievitato, prendiamone dei piccoli pezzi e allunghiamoli con le mani, componiamo le ciambelle unendoli alle estremità.
Lasciamo lievitare ancora le nostre ciambelle, fino a che non raddoppiano il loro volume. Mettiamo una pentola capiente ed alta con olio che deve raggiungere più della metà del contenitore. Facciamo scaldare, quando è arrivato a temperatura, immergere 3 al massimo 4 ciambelle farle cuocere da un lato e dall'altro. Toglierle dall'olio, lasciare assorbire l'olio eccedente su una carta assorbente, spolverizzare con lo zucchero e mangiare.
Sono favolose, anche il giorno dopo!
Con la stessa ricetta potete fare i bomboloni, riempiendoli di marmellata o crema, a vostro piacere.
Invece di fare la forma della ciambella, tirate la pasta, lasciandola di 1cm alta, e con un coppapasta fare dei dischi, lasciarli lievitare e poi friggerli. 

Queste ciambelle sono sicuramente in grado di colorare la nostra giornata
A tutti tanto colore!!
Doriana

venerdì 3 ottobre 2014

Altre ricette

Come promesso vi metto altre ricette indiane, soprattutto la ricetta del dolce, che a quanto ne era rimasto, sembrava molto buono!
Prima il salato e poi il dolce.


Zucchine all'indiana




ingredienti per circa 6 persone:
500gr di zucchine
200gr di gamberetti anche surgelati
2 cucchiai di cocco macinato
2 cucchiai di olio di oliva
una puntina di coltello di peperoncino
1 mazzetto di erba cipollina o 1 cipolla piccola
sale qb


Lavate e asciugate bene le zucchine, tagliatele a rondelle piuttosto spesse. Mettere in una padella capiente l'olio e l'erba cipollina tagliata sottile, lasciare pochissimi minuti aggiungere le zucchine e poco sale, coprite con un coperchio  lasciare cuocere a fuoco medio per circa 10 minuti, se sono troppo asciutte aggiungere pochissima acqua.

Scottare i gamberi in acqua bollente scolarli ed aggiungerli alle zucchine insieme al cocco e il peperoncino.
Cuocere ancora per 10 minuti e poi servire!
Assaporatele con i panini all'uvetta e cumino.


Torta con zenzero e cannella



Ingredienti:
150gr di zucchero di canna
200gr di farina manitoba
1 uovo
1 dl di acqua
1 tazzina di olio di oliva
1 cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1/2 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale

Sbattere l'uovo intero fino a che risulterà cremoso, aggiungere lo zucchero, l'olio, e tutti gli ingredienti mescolando bene anche con uno sbattitore elettrico. Imburrare una teglia, versare il composto.
Cuocere in forno già caldo a 180° per circa 30 minuti.
Questa ricetta può essere duplicata o anche triplicata secondo le vostre necessità aumentando gli ingredienti.
Questo meraviglioso dolce è sempre buono, ma nelle giornate autunnali lo possiamo gustare con un bel tè caldo aromatizzato con cannella o vaniglia.



Con questo vi auguro un buon fine settimana, con tanto sole e tanto amore!


Doriana

martedì 19 agosto 2014

La Glaciazione...

Certo che sentire freddo il 19 agosto è paradossale e sembrerebbe da allucinazione, invece è proprio così, fa freddo!
La voglia di mettersi un giacchettino è di vitale importanza, ho letto da qualche parte che ci si aspetta un freddo incredibile a gennaio, dico che sarà il caso di fare una buona scorta di legna, anche perché se la Russia dovesse essere impegnata in strane guerre forse si rischia anche di restare senza gas metano!
Allora ricorrere ai vecchi metodi, stufe a legna, camini, borse dell'acqua calda...
Cerchiamo intanto di sopravvivere a questa grande mancanza l'Estate, sparita chissà dove lasciandoci senza tanta luce e senza calore, rabbrividire quasi ci si trovasse già in autunno.
Triste pensarci in un mondo freddo e senza sole, questa stagione tanto attesa si fa ancora aspettare, chissà che non arrivi a settembre quando nessuno se l'aspetta più, magari prolungandosi per tutto ottobre, allietando le nostre giornate!
Me lo auguro, per me e per tutti gli abitanti di questa favolosa Terra.

Anche se non viene voglia ho fatto il gelato in casa, con la mia vecchia gelatiera, ecco le ricette!


Gelato alla cannella e alla stracciatella



Ingredienti per circa 700gr di gelato:

200cc latte di capra
100cc di panna fresca
1 cucchiaio di maizena
100gr di zucchero a velo
2 albumi
per i diversi gusti:
2 cucchiaini di cannella in polvere
100gr di cioccolato fondente


Mettere un poco di latte in un pentolino, aggiungere la maizena e farla stemperare lasciare raffreddare. A parte montare gli albumi con un pizzico di sale, intanto nella gelatiera mettere lo zucchero, il restante latte e la panna, e il latte freddo con la maizena, azionare la gelatiera, e mentre gira aggiungere lentamente gli albumi.

Per il gelato alla cannella aggiungere la cannella in polvere, per quello alla stracciatella tagliare a pezzettini il cioccolato e metterlo nella gelatiera.

Ps: potete usare anche altri tipi di latte tipo di riso o di mandorle, senza usare la panna se non vi piace!

A tutti un BRRRRIVIDO!

Doriana

martedì 24 giugno 2014

Impariamo come le piante

Questa mattina mi sono trovata tra le mani un giornale che con le sue scritte ha attirato subito la mia attenzione, IL SOLE 24 ORE molto vecchio, riporta una scoperta secondo me bellissima, "le piante imparano e ricordano come noi", hanno fatto un esperimento con la mimosa pudica, ed è uno studio italiano condotto da Monica Gagliano e Stefano Mancuso.
Sono riusciti a verificare che anche le piante apprendono e che riescono a ricordare; facendo cadere più volte i vasi con le piante di mimosa, da altezza controllata di circa 15 centimetri, che non causava alcun danno alle piante, hanno potuto verificare che dopo diverse cadute le piante non chiudevano più le foglie, perché riconoscevano la non pericolosità dello stimolo. Tutto questo riescono a tenerlo a memoria per circa 30 giorni. 
Quindi le piante imparano e ricordano!
Grazie a questo esperimento, apparentemente semplice, sono arrivati ad ipotizzare una memoria non basata solo sul cervello, ma che risiede in altre parti del corpo, si parla di memoria distribuita. 
Spesso ho ritrovato questo concetto tra le Medicine Naturali, e l'ho espresso nei miei scritti sugli organi che potete trovare su A.T.O.M.I., ogni organo "parla" con un altro organo, ogni cellula informa altre cellule, in questo modo riusciamo in breve tempo a sapere quello che accade nel nostro organismo.
Il cervello è solo una parte della nostra intelligenza, tutto il resto fa parte di altre memorie, che ancora non si sa come possa accadere, ma che esiste lo appuriamo ogni giorno, attraverso il funzionamento o meno dei nostri organi, che comunicano tra loro emozioni e pensieri, mantenendo una memoria fuori dalla portata cerebrale.
Voglio ricordare anche la "memoria dell'acqua", tutto il creato ha la capacità di comprendere e memorizzare accadimenti, sostanze, funzioni, dolori, felicita, bellezza ed orrori.
Quando fate del male alle piante ricordatevi questo, e soprattutto è vero che parlare alle piante fa bene alla pianta e all'uomo.

Spero vi sia piaciuta questa breve notizia io l'ho trovata veramente bella, vi lascio come sempre una ricetta in linea con le nostre amate piante.

Millefoglie semplice semplice


Ingredienti per una tortina per 4 persone:
crema pasticcera
2 rotoli di pasta sfoglia già stesa
2 cucchiai di zucchero
1 uovo per spennellare

Aprire la pasta sfoglia tagliare due dischi di circa 20 centimetri di diametro, io ho usato un piatto piano ed ho tagliato la circonferenza con un coltello affilato, mettere in due teglie basse con carta forno i due dischi ottenuti, bucherellare con una forchetta, e spennellare con l'uovo sbattuto tutta la superficie dei dischi. Spolverizzare con lo zucchero ed infornare a forno caldo a 150° per circa 20 minuti, devono risultare dorati. Sfornare lasciare raffreddare. Intanto avrete preparato la crema come da ricetta.
Mettere su un piatto da portata, il primo disco, spalmare bene la crema, mettere il secondo e spalmare ancora di crema, guarnire a vostro piacere.
Può essere fatta anche una crema chantilly aggiungendo panna montata alla crema fredda, incorporandola molto lentamente, e potrete guarnire ancora con panna montata.
Io ho festeggiato il compleanno di Caterina, vi assicuro che è fantastica, facile da fare anche per quelle alle prime armi!!!
Provate e vi leccherete il piatto!

Buon dolce a  tutti!

Doriana 

venerdì 13 giugno 2014

Oggi Sant'Antonio da Padova

Prima di tutto auguri a tutti gli "Antonio" del mondo, compreso mio padre, e poi a tutte le Antonelle che conosco, tanti auguri di un buon onomastico!
Questa mattina nelle  preghiere abbiamo letto dai discorsi di Sant'Antonio da Padova, una lettura veramente bella, che lascia spazio alla meditazione del tempo che stiamo vivendo, ci sono alcune frasi che girerei direttamente ai politici di adesso cercando se possibile, di farli pensare alla condotta che stanno attuando negli ultimi tempi.
"Così parliamo agli altri di umiltà, di povertà, di pazienza e obbedienza, quando le mostriamo presenti in noi stessi", bella come frase e molto attuale, fare le prediche agli altri, che non siamo noi,"la predica è efficace, ha una sua eloquenza, quando parlano le opere. Cessino, ve ne prego, le parole, parlino le opere. Purtroppo siamo ricchi di parole e vuoti di opere,", per questo le cose non funzionano troppe parole e pochi fatti, anzi forse i fatti non sono giusti, visto che l'unica cosa che riescono a darci sono tasse, aumento delle bollette, perdita del lavoro.
Solo questa mattina ho avuto notizia di alcune persone che sono rimaste senza lavoro, con varie professioni, universitarie, o lavoro dipendente da ditte che hanno chiuso, anzi che si stanno trasferendo all'estero.
"Una legge, dice Gregorio, «si imponga al predicatore: metta in atto ciò che predica». Inutilmente vanta la conoscenza della legge colui che con le opere distrugge la sua dottrina."

L'antico si riporta al moderno, perché l'uomo non è cambiato nella sua essenza, attaccato al Potere, politico, economico, sociale, dell'apparire, senza contemplare l'essenza della sua "Anima".
Questo è il tempo della distruzione, quello che porterà l'annullamento del "tutto", ma che lasciando il "nulla" ci permetterà di ricostruire meglio ed in maniera giusta.
"Beato dunque chi parla secondo il dettame di questo Spirito e non secondo l'inclinazione del suo animo. Vi sono infatti alcuni che parlano secondo il loro spirito, rubano le parole degli altri e le propalano come proprie. Di costoro e dei loro simili il Signore dice a Geremia: «Perciò, eccomi contro i profeti, oracolo del Signore, che muovono la lingua per dare oracoli. Eccomi contro i profeti di sogni menzogneri, dice il Signore, che li raccontano e traviano il mio popolo con menzogne e millanterie. Io non li ho inviati né ho dato alcun ordine. Essi non gioveranno affatto a questo popolo. Parola del Signore» (Ger 23, 30-32)."
Pensate alla saggezza di queste parole, antiche, ma attualissime, sembrano scritte ieri, risalgono invece a diversi secoli fa.


Dopo questa sferzata di saggezza vi lascio come sempre un dolce momento, che vi terrà compagnia dopo la lettura!

Crema spumosa al cioccolato con frutti di bosco e meringa

Ingredienti per 4 coppe:
per la crema vedi ricetta aggiungere 100gr di cioccolato fondente
200gr di frutti di bosco anche surgelati
100gr di zucchero
8 meringhe già pronte

La crema base va preparata come da ricetta precedente, togliere dal fuoco, e senza farla freddare aggiungere il cioccolato fondente tagliato a listarelle, incorporarlo  alla crema. Il cioccolato si scioglierà con il calore stesso della crema di vaniglia.
Preparare i frutti di bosco, facendoli glassare in un tegame insieme allo zucchero, a fuoco molto basso girare perché non attacchino e non brucino, lasciarli raffreddare.
Comporre il vostro dolce, in bicchiere di vostra scelta ma che siano larghi, mettere per primi i frutti di bosco, aggiungere la crema al cioccolato e per guarnire usare le meringhe. Servire freddi.
Mangiare ed assaporare con cautela portano a dipendenza e nuocciono fortemente alla linea!

Doriana


NB: il bicchiere appare appannato perché appena uscito dal frigo.


giovedì 22 maggio 2014

I miracoli...esistono

Giornata bella, calda ma non pensate ancora all'estate, sicuramente il tempo non è stabile, un po' come la nostra economia, la nostra politica, la nostra vita.
Oggi è Santa Rita e faccio gli auguri a tutte le Rite del mondo, ringrazio moltissimo Santa Rita per quello che mi ha regalato, ricordo invece a tutti che domenica 25 maggio si vota. 
Sento la voglia di molti di non presentarsi al voto, spero invece che tutti vadano a votare senza rinunciare all'idea di lottare per il nostro benessere, non votare lo trovo da sempre un atto di codardia, non si rinuncia per poi dire che non abbiamo chi ci governa in modo giusto. 
Sono le Europee, ma proprio per il valore nascosto di queste votazioni vi stimolo ad esprimere le  idee attraverso il vostro, ed il mio voto.
Non vi dico che cosa voterò, sono segrete le nostre idee politiche, mi auguro solo che ognuno di noi dica quello che pensa attraverso una scheda che nessuno potrà contestare.
Credo ci saranno delle novità, o forse lo spero, che domenica possa rappresentare l'urlo di noi Italiani stanchi di dover sopportare le angherie politiche-economiche, la mancanza di lavoro, questo senso funesto di non stabilità, per tutti noi, e soprattutto per quelli come me che hanno 50 anni ed oltre, che dobbiamo essere ancora quelli che sostengono la vita economica di questo Paese, e che invece non riescono a sostenere neanche la propria famiglia.
Ma mi preoccupo ancora di più per i nostri figli, cosa aspettarsi per loro se non una emigrazione lavorativa, dopo i loro ed i nostri sacrifici per gli studi, vederli ciondolare per casa o in strada senza fare nulla, alla ricerca senza risultato di una possibile occupazione.
Master, collaborazioni, tutti poco o nulla retribuiti, con piccoli rimborsi spese, come possiamo restare inermi difronte a tutto ciò?!
Domenica non restate a casa, e se volete andare al mare, prima passate alle urne, votate e poi buon divertimento a tutti.
Vi ricordo che c'è un solo giorno per votare ed è DOMENICA!

Adesso vi parlo della farina di miglio, una farina ottima senza glutine, è un cereale alcalinizzante, contiene lecitina che è un emulsionante dei grassi.
Contiene sostanze silicee che sono ottime per la pelle ed i capelli,ed inoltre aminoacidi come alanina, arginina, triptofano ed altre.
Il miglio è un cereale ad altissima digeribilità, privo di glutine quindi molto adatto alle persone con celiachia, per la mia esperienza che è stata entusiasmante, credo che chiunque assaggi il miglio sotto forma anche di farina non lo lascerà più, perché ha un sapore gradevole e delicato. 
Con la farina di miglio si possono fare dolci fantastici ed anche pane.

Oggi vi lascio la ricetta dei biscotti.

Frollini con farina di miglio


Ingredienti:
200gr di farina di miglio
100gr di manitoba o farina di riso
3 uova intere
200gr di burro o strutto o margarina di soia
200gr di zucchero
1 uovo, marmellata e zucchero di canna per guarnire

In un recipiente mettere le farine e lo zucchero aggiungere il burro, lasciato ammorbidire a temperatura ambiente, impastare, otterrete un impasto molto sfarinoso, aggiungere lentamente le uova uno alla volta, amalgamare con un cucchiaio e poi impastare sopra un piano, lasciare riposare dopo aver avvolto l'impasto nella pellicola trasparente per almeno 1 ora. Stendere l'impasto con il mattarello e con le formine ricavare i vostri frollini,  io ne ho fatti anche con la marmellata di albicocche spennellare con l'uovo la superficie spolverizzare con lo zucchero o se vi piace con le codine colorate, mettere su una teglia la carta forno disporre i vostri biscotti infornare in forno caldo a 180° per circa 15 minuti.

Sono superlativi, dovrete fare un grande sforzo per non finirli tutti e subito!
Buona dolcezza a tutti!

Doriana

lunedì 12 maggio 2014

Musica nell'anima.....

Questo è il periodo che la musica pervade tutto l'universo, il risveglio della natura è totale, e la natura elargisce musica. 
Canti degli uccelli già alle 5,30 del mattino, se abbiamo anche un buon orecchio riusciamo ad ascoltare le foglie, i fiori, l'erba che con il proprio suono o frastuono riempiono l'aria.
La musica è parte del nostro vivere anche se l'abbiamo spesso cambiata con il rumore, quello che si muove giornalmente intorno a noi è fracasso, suoni senza ritmo, frastuono, voci concitate, e se riuscissimo solo per un giorno, o solo per pochi minuti a fermare tutto questo disordine sonoro, pensate a cosa potrebbe succedere...
Silenzio, suoni armoniosi, le onde del mare, l'acqua di un ruscello, di un fiume, i nostri passi, i nostri cuori che finalmente si liberano in un canto simile a quello delle sirene in Ulisse, non torneremo più indietro, al chiasso alla frenesia del vivere!
Se riuscissimo per pochi istanti nella nostra giornata a lasciare che il silenzio inondi la nostra vita, avremmo la capacità di vivere più a lungo, in salute, amando la vita per quello che ci regala, apprezzando il semplice, il nulla, il silenzio!


Provate a fare questi dolci non dolci, silenziosamente, lavorando con le mani, lasciando libera la mente, ampliando il cuore.


Chiavi di Violino

Ingredienti:
300gr di manitoba
100gr di farina di soia
50gr di uvetta sultanina
2 cucchiai di semi di anice
1 cucchiaio di lievito madre disidratato
2 misurini di cremor tartaro
acqua calda per l'impasto

In una terrina mettere le farine, il lievito madre e il cremor tartaro, aggiungere acqua tiepida ed impastare, deve risultare morbido ma non si deve attaccare alle mani. Coprire con pellicola trasparente ed un panno lasciare in un posto caldo al riparo delle correnti d'aria, deve lievitare per almeno 1 ora.
Quando l'impasto sarà raddoppiato, aggiungere l'uvetta, i semi di anice ed impastare ancora, fare dei piccoli pezzetti arrotolarli sul piano di lavoro, come si fanno gli gnocchi, e arrotolare le due estremità una in un verso l'altra all'opposto in questo modo otterrete delle chiavi di violino, Mettere in una teglia con carta forno, ed infornare a 200° per circa 20 minuti, devono essere dorate. 
Buona musica a tutti, anche a quelli che non la capiscono ma la ascoltano!

Doriana

venerdì 9 maggio 2014

A proposito di...

Giornata bella non troppo calda, ma con il sole, il venerdì si arriva sempre stanchi, affaticati con la voglia di sabato. Il sabato poi tra le faccende di casa, e tutto ciò che è rimasto della settimana in arretrato, si ha voglia di domenica, ma insomma Doriana qual'è il giorno della settimana che preferisci?!
Quello in cui riesco a stare fuori all'aperto, magari al mare. Incontentabile, sarà la tarda età che incombe, il compleanno si avvicina, sarà la noia, o come lo chiamano "il male di vivere", sarà che non ci accontentiamo mai, ma sinceramente non mi ritrovo in nessuno di queste idee.
Forse manca il pensiero positivo nel cosmo e questo lo percepiamo come malessere fisico, mentale e spirituale!
Allora facciamo una bella meditazione con il Mantra più forte che conosco l' OM, pensiamo nel terzo occhio tanta luce...ed inviamo in alto, io provo fatemi sapere se vi è arrivato il messaggio!
Voglio farvi conoscere la ricetta della pastiera napoletana, popolo allegro e fantasioso, con la capacità di inventiva, e la volontà di non abbattersi mai, pieno di sole, di musica, Napoli è veramente bella anche se la portano sulle tv solo con la parte peggio" l'immondizia".
Smettiamo di dare l'idea dell'Italia come se fosse piena di delinquenti, sporcizia, idioti, maleducati, ribelliamoci e urliamo "ci sono persone meravigliose, intelligenti, lavoratori, ragazzi pieni di idee e di cultura!".
E' solo invidia, vogliono portarci fuori da questo Paradiso Terrestre, non ci arrendiamo mai!!

Pastiera napoletana

Ingredienti:
per la pasta frolla vi mando in un altro post
Per il ripieno:
500gr di ricotta di pecora o mista
100gr di orzo perlato o un barattolo di grano già pronto
50gr di canditi
100gr di zucchero a velo
3 uova solo il rosso
2 cucchiai di sciroppo di fiori di arancio


Per la pasta frolla seguire le indicazioni già date, lasciarla riposare per circa 1 ora in frigo. Intanto in una pentola far bollire l'acqua, lavare l'orzo e quando bolle l'acqua farlo cuocere ci vogliono circa 40 minuti deve risultare molto cotto e morbido, lasciare raffreddare. Se volete fare prima scegliere il barattolo già pronto con il grano cotto per pastiera si trova in molti negozi. In un recipiente mettere la ricotta,l'orzo o il grano, lo zucchero, i canditi, i rossi d'uovo, i fiori di arancio mescolare bene fino a che il composto risulti omogeneo. Prendere una teglia tonda per crostate deve essere con il bordo alto, mettere la carta forno, stendere la pasta frolla con uno strato di circa 1 cm, bucherellare tutta la pasta in modo che non gonfi, lasciare ai lati un margine di pasta che andrà poi piegata sul ripieno, e lasciare un poco di pasta per fare le strisce di guarnizione.
A questo punto mettere il ripieno stenderlo uniformemente, mettere le strisce e piegare il bordo. Infornare a 180° a forno già caldo deve cuocere per circa 40 minuti, controllare che abbia un colore ambrato. Lasciare raffreddare prima di servire.
Vi assicuro che è fantastica, aiuta anche nella meditazione, e fa dire degli OMMMM incantevoli.


Doriana