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domenica 1 settembre 2019

Ti racconto una storia...L'Illusionista


Un pomeriggio da non dimenticare. Stavo in sala di aspetto e stavo riordinando gli appuntamenti e gli incontri di yoga casualmente mi trovo ad ascoltare, mio malgrado, i commenti di due maschi, uno di nome Francesco, l'altro mio marito Alessandro, o quello che ritenevo tale fino a qualche minuto prima! Parlano della donna di un altro con espressioni da uomini di bettola, Alessandro esprime tutta la sua libidine e approvazione riguardo alla femmina che si trova fuori!
Resto allibita, non avrei mai pensato lui in questa veste. Immaginavo che da molto tempo non mi fosse fedele, ma che dentro il posto dove lavoro anch'io riuscisse ad essere così squallido...no non ci arrivavo neanche con la mia più fervida fantasia.
Mi costringo a restare in ascolto di quelle esclamazioni di meraviglia difronte a tanta bellezza ed eleganza, mugolii di approvazioni ed esclamazioni molto maschili, che ho volutamente rimosso dalla mia mente. Arriva il turno della "splendida".
Voce da gatta in calore con suoni acuti e soffici dove si aggiungono i miagolii di Alessandro!
Quella che spesso inveisce contro di me con allucinanti "ma che vuoi?", "ah si va beh!", adesso era diventata una voce melliflua, con accordi suadenti, insomma classica modalità DEFICIENTE a caccia.
Resto seduta ad ascoltare , anche perchè non riesco a muovermi da lì, escono dalla stanza mi passano davanti e non si accorgono della mia presenza; tutti questi anni vissuti con lui!
Non riesco a crederci, ecco spiegato il motivo di tanta indifferenza e violenza verbale, a volte si è ciechi e sordi, non si vuole comprendere il cambiamento avvenuto negli ultimi anni di matrimonio, il modo sempre sbrigativo di rispondermi, che andava verso il grugnito o un latrato, per arrivare ad un abbaiare nei miei confronti, sempre scocciato e frettoloso, di chi non ha mai tempo da perdere con una scema come me.
Ad ascoltare quei suoni melodiosi uscire dalla bocca di mio marito, mi faceva star male, più che se lo avessi trovato a fare sesso con un'altra donna!!!
Mi sono sentita usata, distrutta, umiliata, abbandonata, sola, tutto in un secondo; nessuno può comprendere se non ha provato cosa si sente in quel momento, gli occhi si aprono improvvisamente e la luce violenta ti ferisce come una spada, entra e ti trafigge, resti annichilita, sgomenta, nelle orecchie l'eco fastidioso di quelle parole che ti rintronano il cervello.
Mi sono tornati in mente i dieci anni di rapporti sessuali sempre più diradati e di fretta, mi sono tornati in mente la solitudine e la difficoltà di vivere quella relazione logora e senza più sentimento, senza conforto ed aiuto, mi sono tornate alla mente le mie richieste prima educate seguite dalle mie urla sconnesse perchè mi desse delle spiegazioni, invece in cambio ho avuto silenzi, a volte con delle risposte senza senso, dei grugniti, sempre accompagnati da un girare le spalle e andare via.
Arrivavo a sentirmi stupida, sola, inadeguata, sciocca, inutile, ma soprattutto non più "DONNA", ma solo un fantoccio senza forme umane, senza una identità, una perfetta idiota.
Sono rimasta seduta sulla sedia anche quando è uscito e non si è accorto della mia presenza tanto era preso dall'avvenenza della sua paziente; non si è accorto subito di me come sempre, quando si gira, il suo stupore e la sua meraviglia lo tradisce, sbianca e si irrigidisce, ma ormai è bravo a mistificare l'imbarazzo e come sempre fa finta di niente.
Lei splendida nel suo abbigliamento da 5.000 euro, tacco dodici,borsa coordinata, tutto assolutamente griffato, mi guarda con aria di sufficienza e di compatimento insieme, tirano fuori un argomento banale su un apparecchietto che lei usava, facendolo sembrare la cosa  più importante in quella conversazione, vengo chiamata in causa anch'io perchè la cosa poteva interessarmi.
In quel preciso momento sono morta, mi sono sentita distrutta, come se vent'anni con lui fossero stati solo una grande "cazzata", perché non ho capito, perché ho fatto finta di non comprendere che quell'essere che mi costringevo ancora a credere mio marito non aveva per me nessunissimo interesse, neanche umano.
Ho vissuto di illusioni, di idee che erano solo mie e mi sono resa conto di averle vissute con un "ILLUSIONISTA" che per anni mi ha fatto credere che lui la pensasse come me su tante cose, che fossimo coinvolti anche sulle idee lavorative nella stessa direzione, ritrovarmi truffata, sfruttata e, come donna, violentata nel peggiore dei modi.
Ho avuto per la prima volta la sensazione di un grande vuoto, mi sono chiesta "adesso che faccio?",
sono vissuta tutti questi anni dentro una stanza buia, improvvisamente qualcuno aveva aperto una finestra e la stanza si era inondata di luce accecante che mi feriva gli occhi, ero cieca, disorientata non sapevo cosa fare.
Allora mi è tornato in mente quello che mi ripetevo quando tutto mi appariva confuso, nel caos...aspetta resta ferma.
                 
"La vita non dovrebbe essere un viaggio organizzato 
verso la tomba, 
che raggiungiamo sicuri e senza contrattempi 
in un corpo attraente e ben conservato. 
E' piuttosto un percorso per vie traverse, 
con un bicchiere di champagne in una mano, 
   una manciata di fragole nell'altra, 
 il corpo scrupolosamente consunto dall'uso,
il cuore aperto, 
lo spirito libero da vincoli, 
 l'anima pronta a librarsi in alto, 
    gridando esausti:
"Wow che viaggio!".


Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale.


domenica 13 gennaio 2019

Ti racconto una storia...Le donne guerriere parte II

Quanta luce si può vedere attraverso gli occhi, quanta se ne riesce a tollerare.
E' stato sempre un mio gioco guardare il sole per catturare tutta la sua luce, il suo calore, la forza che ti integra nella luce intensa che va dal giallo, all'arancio ed arriva al rosso, forte intenso in un abbraccio unico irripetibile.
Sento una mano che prende la mia, non conosco a chi appartenga, ma la sento forte,  mi trascina in questo tunnel luminoso, la paura non fa parte di questo luogo.
Piano, molto lentamente inizio a scorgere delle figure che si muovono  intorno a me, mi osservano  non mi conoscono ed io non conosco loro. Ma dove mi trovo, quale buco ho attraversato?
La figura che mi tiene ancora per mano mi parla e sento un suono che mi riempie il cuore, io la conosco...
La domanda ce la facciamo in contemporanea, chi sei? Già chi sono, non riesco a rispondere ci penso, mentre lei si presenta; io sono Pentesilea regina delle Amazzoni, riconosco in te una nostra sorella il tuo nome è Ippolita. Resto ad ascoltare attonita, e come un uragano mi si risvegliano memorie antiche, mi vedo vestita da guerriera, che impugno una spada, mi tuffo urlando contro nemici, mi ritrovo attorniata dalle mie sorelle armate e combattive. Dove vado lo so perfettamente, con chi sono lo ricordo, ma la cosa più bella è che mi riconosco in quel nome, Ippolita.
Al mio fianco che mi fa da guida la mia più grande e fedele amica Pentesilea. Ancora fianco a fianco, come tante volte in battaglia, contro uomini armati che combattevano contro di noi. Sentirla vicina mi ha ridato l'energia che avevo perso, mi sono girata verso di lei e ci siamo abbracciate come solo le Amazzoni sanno fare.
Braccio contro braccio, petto contro petto, l'altro braccio che circonda le spalle.
Da quanto tempo non sentivo quella forza, da quanti anni non ero più stata abbracciata. E proprio questo mi fa tornare in mente le parole della donna che credo fosse la fidanzata di mio marito :"abbracciatevi che è da tanto che non lo fate" e dove incredula ribadivo :"ma lei come fa a saperlo?".
Già come faceva a sapere quello che solo lui poteva sapere, perchè glielo ripetevo in continuazione, come si fa a volersi bene se non si sente il bisogno di abbracciarsi,sentirsi vicini nell'odore, nell'amore. Ma spesso ricevevo  un grugnito di apparente assenso, o meglio un lungo interminabile silenzio, si girava di spalle sentivo perfettamente il suo disprezzo, tutto questo aveva generato in me il grande dolore quello di sentirti un NULLA.
Tutto aveva poi partorito la mia sciocca idea di non essere all'altezza...ma di cosa poi, adesso credo fermamente che chi non riesce ad amare è da ritenersi inferiore come essere umano.
In quel momento ho generato il mio Alien, si è legato all'organo di competenza di quel dolore, il mio seno destro. Chi si occupa come me di medicine naturali sa perfettamente che il seno destro è legato all'uomo, al maschile, che non ti ama, colui che tradisce ogni tuo ideale di amore, quello per cui hai lasciato la tua città, il tuo lavoro, la tua vita, credendo che quel sacrificio valesse bene la scelta che stavi affrontando.
Adesso inizio a definire tutte le persone che mi stanno intorno, le sento vicine, tutte sono legate a me da lontane appartenenze, finalmente a casa.
"Pentesilea come una furia guida falangi di Amazzoni coi loro scudi lunati e in mezzo a mille risalta per la sua cintura d'oro che sotto il seno nudo tiene annodata vergine guerriera, che osa scontrarsi con uomini armati".
Queste parole tornano imperiose nella mente che fa un salto indietro nel tempo, un viaggio a ritroso, oppure un viaggio in un'epoca parallela dove tutto sussiste senza che nulla sia cambiato.
Mi sento finalmente in mezzo alla comprensione profonda, mi ritrovo ad avere la forza, la consapevolezza di esistere, perchè solo attorniata da tanto amore ritrovo il piacere profondo intenso della VITA.
Ritrovo altre compagne che vengono verso di me e mi abbracciano, intanto si apre una distesa fantastica di natura selvaggia, alberi, fiori, profumi intensi mi vengono incontro trascinandomi in un turbinio di sensazioni che penetrano tutti i miei sensi e  la mia pelle, portandomi a quel piacere a lungo negato, il piacere dell'amore.
Penso ad Alteo, lo vedo gareggiare con se stesso, pavoneggiarsi di fronte alle sue prede, mentre sceglie quella che sarà al suo talamo quel giorno, rossa, bruna, bionda, capelli lunghi, corti, seni importanti e sederi che chiamano al sesso. E mi appare sciocco, infantile, mi viene da sorridere e finalmente rido di gusto immaginando, osservando quel film che si muove sotto i miei occhi.
Ritorno alle mie compagne e a quel luogo fiabesco che rimuove ogni dolore, che mi fa sentire finalmente parte della natura, della vita. Inizio a parlare con loro mi ricordano le battaglie al suono del sistro, che ci faceva ingraziare i nostri dei, un suono limpido e cristallino che riempiva il campo di battaglia. Poi mi rivolgo a Pantesilea, inizio a parlare dei i miei dolori, racconto parte della mia vita, quanto mi siano mancate, mi chiede come sia la vita dall'altra parte, e cerco una descrizione che possa rendere la  visione giusta.
"Di la' esistono tecnologie che qui sembra non esistano, si vive in case riscaldate, perfettamente arredate, piene di ogni comfort ma manca la luce che avete qui, siamo senza suoni ma siamo pieni di frastuoni, qui avete i sorrisi, noi abbiamo facebook, qui avete il contatto fisico, noi abbiamo internet, voi avete gli alberi i fiori, noi abbiamo quasi distrutto tutto per fare spazio al nostro egoismo.
Abbiamo creato rapporti falsi, fatti di lievi sorrisi tanto da non arricciare il naso, in modo da non aprire troppo la bocca, restando imperturbabili di fronte a tragedie, malattie, solitudine, abbiamo contrapposto all'osservazione dell'uomo la tac, risonanze magnetiche, ecografie, radiografie, mammografie....vige il motto andiamo a vedere, non si ascolta il racconto del paziente, non si fanno osservazioni, il medico incapace si affida alla tecnologia, che lui stesso ha creato.
Ma una cosa è certa non riusciamo a guarire perchè la malattia è vista come una punizione, come un handicap, qualcosa di cui non si deve parlare, tutto il nostro mondo di la' è pura ipocrisia, le donne credono di essere al pari dell'uomo, ma non è mai stato vero, il nostro lavoro è sempre sottovalutato, quando non siamo più appetibili come forme sessuali, veniamo scaricate come vecchie auto, l'unica cosa che ci distingue dalle auto che non c'è rottamazione da pagare, quando l'uomo anzi il maschio ritiene di essere stato abbandonato perchè, civilmente, anche se con dolore, provi a separarti, ti uccide, vedere come sono aumentati gli omicidi di donne".
A questo punto sento una forte rabbia che si scatena nelle mie compagne, "Pantesilea credi che potreste venire dall'altra parte e fare guerra a questo mondo di maschi prepotenti?" Lei mi risponde "credi che servirebbe? Nulla è più forte della comprensione che passa attraverso l'amore universale che lega ogni essere umano alle Divinità che ci hanno donato la vita, cerca di vedere oltre il tuo ottuso dolore, che sta fermando la tua capacità di accogliere, di vedere quello che ti sei sempre prefissa quando vivevi con noi. La vita è solo un cammino da un "giro" all'altro, ci serve per crescere per diventare perfetti arrivando a quegli spiriti chiamati "vite raggianti", dopo ogni giro c'è un momento di riposo, il "pralaya". In questo momento l'uomo lascia dietro di se un seme immerso in un letargo, proprio da questo nascerà l'uomo del Sole.
Allora potrai ritrovare la vera Ippolita, riconoscendoti in quello che ora sei nel tuo nome di adesso Dorotea"
"Perdonami ma non ti capisco, cosa dovrei fare adesso, uscire da questo incanto e tornare in quell'inferno dantesco? Mi vuoi rimandare da dove sono venuta?".
"Adesso lo puoi fare non avere paura di affrontare la rinuncia al tuo seno, lo hai già fatto quando eri Ippolita, non avere paura di restare senza un compagno, è una scelta che hai già accettata come forma di vita, non avere paura di curarti, segui le tue conoscenze mediche, i tuoi rimedi naturali, trasforma in LUCE la tua vita offuscata dall'odio, dall'invidia, dal rancore, molto spesso donne come noi non possono essere amate perchè la loro forza induce debolezza nel maschio rendendolo ridicolo nel ruolo a loro ascritto nei millenni. Questo accadrà quando anche la natura maschile convertirà in luce le sue tenebre. Quando la loro bassa materia farà rinascere lo spirito, quando e solo allora noi potremo essere amate, comprese, rispettate, allora il mondo sarà nell'era del Sole, l'evoluzione terrestre porta a mitigare e domare il carattere animale dell'uomo. Va torna alla tua era e porta con te la nostra forza vitale, ricorda nei momenti tristi e di solitudine che non sei sola, ma che appartieni al mondo delle Amazzoni."
Mi sento improvvisamente trascinata in un turbine e mi ritrovo seduta sulla panchina, con gli esami sulle mani, a fissare quella porta Magica che ancora una volta mi ha dato risposte, sento ancora l'abbraccio forte che ci siamo scambiate con le sorelle Amazzoni, sento ancora l'odore e il calore della stretta di Pentesilea, la mia dolce, forte incorruttibile amica guerriera.
Adesso so cosa fare, e sono certa anzi sicura che guarirò perchè ho ritrovato il motivo per cui esisto ...sono IO la mia esistenza, sono IO la mia forza quella da amare nonostante tutto!

La vostra Amazzone Ippolita

Con affetto e pazienza leggete

Doriana



giovedì 1 novembre 2018

Ti racconto una storia... Le donne guerriere


Prefazione

Difficile descrivere quello che ti riguarda tanto da vicino da essere te stessa. Voglio far diventare una storia vera una fiaba, una favola di questi tempi per provare a comunicare a molte donne quello che si prova durante una malattia così invadente, invalidante, che mortifica la femminilità.
Il cancro al seno, che corrode il corpo e distrugge la mente, alienando l'anima.
Questa favola ci aiuterà a lasciare andare il dolore, quello che ha il colore Nero, che porta il suono Cupo, che non ti fa vedere la Luce.
Spero di riuscire in questo intento e di portare a leggere questa storia, portando una consapevolezza che si può vincere attraverso il dolore la tristezza, diventare "GRANDI"
                                                Doriana


Una mattina di ottobre mi ritrovo seduta su una panchina, il sole limpido che splende sopra la mia testa, la confusione che sovrasta la mia mente, la risposta dell'ecografia nelle mie mani.
Tante volte ho fatto controlli, mammografia, ecografia, ma questa volta è diverso, la risposta è terribile: "L'indagine mostra massa solida del QSE della mammella destra di 3 cm a contorni irregolari, la score elastosonografico è di tipo 3-4 infiltrante, Due linfonodi di 8mm del cavo ascellare destro".
Leggo e rileggo, e sembra quasi che non riesco a capire, ma la sentenza è chiara, cancro del seno dx con due linfonodi presi dalla malattia.
Sento un vuoto interiore, è come se non riuscissi a provare niente, come se questo non mi appartenesse. Cerco nella memoria cosa possa aver determinato questo, sono sempre stata una salutista a dir poco perfetta, niente fumo, niente alcolici, alimentazione al limite della perfezione, non ci sono casi familiari. Allora cosa ha fatto crescere questo Alien??!
Mi accorgo di essere arrivata al solito posto dove spesso mi raccolgo quasi in preghiera, dove arrivo a meditare nel più assoluto silenzio, contemplativa, e silenziosa ritrovo la serenità profonda dell'anima.
Seduta sulla mia solita panchina di fronte alla Porta Magica, la guardo senza vederla, come sempre quando ho un dolore, una difficoltà, qualcosa a cui non so dare risposta, mi siedo in silenzio, osservo quel riquadro con i due guardiani che sembra volerti dire che non a tutti è permesso varcare quel luogo, che non tutti possono comprendere quello che si nasconde oltre quell'antro apparentemente chiuso, aperto solo alle menti elette.
Tutto svanisce, riesco a leggere la scritta sopra la porta "tri sunt mirabilia a deus et homo mater et virgo trinus et unus", ritrovo nelle mie memorie l'antico latino, riesco a distrarmi traducendo la frase;
"tre sono le cose mirabili: Dio e l'uomo, la madre e la vergine, l'Uno e il Trino". Sposto il pensiero a tutto quello che mi ha sempre affascinato, l'alchimia, la magia, l'esoterismo, e torno ad un lontano ricordo, quando da bambina credevo fermamente di appartenere all'antico popolo delle amazzoni.
Donne di estrema forza non solo fisica ma morale interiore con la capacità di vivere senza quella estrema parte virile, facendo a meno del maschio.
Rispolvero le mie conoscenze, e fantastico come sarebbe stata la mia vita se fossi appartenuta alla loro etnia, alla loro perfetta società: " guerriera ardita, che succinta e ristretta in gregio d'oro l'adusta
mamma, ardente e furiosa tra mille e mille, ancor che donna e vergine di qual sia cavalier non teme intoppo".
Vago tra tanti ricordi e tornano le mie peripezie matrimoniali, rivedo gli ultimi momenti con Alteo, mio marito, desiderato, amato, sposato con l'anima e con il cuore. Riprovo dolore a tutto quello accaduto negli ultimi anni tra me e lui, silenzi, indifferenza, quasi fossi trasparente, nella continua ed assoluta incapacità di parlare, di riuscire a spiegare cosa stesse accadendo tra di noi, a volte non riuscivo a trattenere le urla della mia anima che ferita e mortificata dalle continue menzogne usciva dalla bocca che si spalancava in urlo feroce carico di dolore assolutamente non ascoltato, a volte deriso. Cosa ci aveva portato a tutto quel non vederci più, eppure pensavo che ci fosse molto tra noi, abbiamo sempre fantasticato sul nostro incontrarci fatto di magia, il nostro rapporto qualcosa di alchemicamente perfetto.
Quel mostro che stava crescendo nel mio seno lo avevo generato pensando che potesse rendermi visibile ad un uomo che non provava per me nessun sentimento, fosse anche quello più materiale del sesso, oltrepassava la mia persona continuando a guardare oltre dove non vedevo il suo punto, dove guardi ogni volta che stiamo parlando? Cosa pensi ogni qualvolta ti propongo un discorso un pensiero una idea una scemenza, come quando si parla del più e del meno, il tempo, la politica, niente ti interessa, ma la cosa che fa più dolore il tuo continuo ripetermi "cosa hai detto? Non ti sento!!", già!, non sentire quell'essere che cerca di attirare la tua attenzione anche con delle cose banali sciocche, pur di essere presa in considerazione.
Anni passati insieme, nelle difficoltà di vita per il tuo lavoro, non sempre perfetto e amato da te, che per una eternità mi hai ripetuto che non eri nato per fare quel tipo di lavoro che stavi facendo, quasi fossi stato costretto dal nostro stare insieme. Il nostro incontro magico e fantastico si era ormai tramutato in un incubo, in una orrida sequenza monotona di vita banale, la cosa che almeno avevamo evitato, d'accordo o quasi, era di non avere figli, cosa che avevo accettato pur di avere te, avevo dovuto fare una scelta che tempo indietro mi era sembrato naturale e quasi giusta, il tuo grande amore per me non aveva spazio per altri esseri che potessero rubare i nostri spazi.
E anche quella volta avevo pensato di scegliere, ma così non era, il tuo egoismo affluiva nel mio corpo, esplodeva nel mio spirito, determinava delle scelte che non erano le mie ma alle quali mi legavo strettamente come se lo fossero.
Lasciare il mio lavoro perché il tuo era più importante, anche questa mi sembrò una mia scelta giusta tanto il mio ed il tuo amore avrebbero riempito quello spazio vuoto.
Lasciare la mia città per scegliere la tua dove secondo te si viveva meglio, ma soprattutto c'era il tuo lavoro, tutto il "TUO" era più importante del piccolo "mio".
Adesso sto qui in compagnia del mio Alien e dei miei dubbi, perché l'ho fatto, perché ho lasciato il mio tutto nelle tue mani, perché ho abbandonato le mie idee per le tue certezze, perché...perché..e mi logoro nella stanchezza di quesiti che resteranno senza risposte.
Guardo di nuovo verso la Porta Alchemica, il suo vero ed antico nome, fisso le due statue che sembrano guardarmi chiedendomi anche loro "perché l'hai fatto?", all'improvviso una grande luce ferisce i miei occhi, non riesco più a vedere, mi lascio andare a quella luminosità che sento entrare nel mio corpo, l'attraversa, lo riempie, sento una strana forza che mi inebria, il mio viso si rilassa, la mia mente abbandona quegli orridi pensieri, mi accorgo che la porta si apre, anzi si spalanca ed io mi sento attratta, mi lascio trascinare mi alzo e cammino verso di lei, percepisco una voce che stranamente mi risuona familiare.
Entro senza più paure, senza timori, conscia della capacità di comprendere quello che mi sta accadendo.

lunedì 19 febbraio 2018

Ci risiamo...


Sembra quasi impossibile ma stiamo arrivando alle elezioni!
Sono veramente tanti anni che da brava cittadina vado a votare, quest'anno mi trovo in una sorta di difficoltà, chi dovrei votare?
Un enigma veramente attuale, credo che sia la domanda che molti, non dico tutti, ma molti italiani si stanno ponendo; chi, in maniera più profonda, con il solito dilemma destra o sinistra? Altri  chi conviene votare?
Ascoltare i telegiornali di qualsiasi rete è sempre una grande confusione, quando invece dovrebbero generare chiarezza.
Sembra di essere al mercato delle svendite, chi promette l'abolizione delle tasse, chi conferma la soluzione di tutti i problemi, chi impartisce lezioni di bon ton, altri che ci persuadono che con loro al governo tutti quelli che non rappresentano il colore nazionale (parlo di colore della pelle) verranno riportati nelle loro terre, ancora chi promette virtuosismi da acrobati o maghi.
In questo momento tutto sembra praticabile, possibile, ad un passo dalla soluzione; ti accorgi che nel giro di pochi mesi siamo saliti nel PIL, che il lavoro è praticamente aumentato, quasi a far sparire la disoccupazione, le tasse si sono abbassate, le preoccupazioni sono finite, bene siamo diventati improvvisamente un popolo ricco, benestante, sapientemente amministrato da politici esperti e grandi professionisti.
Poi giri lo sguardo, non tanto lontano, ma dentro la mia piccola realtà, due figlie laureate la più grande alla LUISS, in economia aziendale, cinque anni di sacrifici nostri e suoi, laureata in cinque anni perfettamente, alla sola età di 23 anni, nei tempi giusti nelle modalità corrette ebbene per farla breve dopo aver inviati curricola in tutto il mondo, dispostissima a cambiare paese, nazione pur di avere un lavoro, resta in casa ad attendere chissà quale chiamata, forse arriverà prima una risposta da qualche UFO, che da un possibile datore di lavoro!
Un'altra figlia laureata anche lei in Fashion Design, per un suo sogno, quello  di poter arrivare a disegnare la moda nel mondo.
Queste università private dove pagare è la prima fondamentale necessità, ti sbattono fuori senza darti una possibilità di un piccolo lavoro, se avessi investito i soldi in qualcosa di meno "futile" adesso avrebbero degli introiti  sicuri che gli permettevano almeno di staccarsi da noi genitori.
Quando senti dire da un Ministro del Lavoro" che non serve laurearsi a 30 anni con 110, ma che bisogna laurearsi velocemente all'età giusta anche con 97", ma perchè raccontare queste enormi bugie, quando ti accorgi che la richiesta di quasi tutte le aziende anche quelle statali richiedono almeno il 100!
La possibilità che danno molte aziende di inviare curricola via internet, quando poi sappiamo tutti che sono cose che non leggerà nessuno, dove nessuno andrà a cercare il personale presso quelle aperture tecnologiche, l'ho ribattezzata  "la posta di Babbo Natale", anzi credo che sia più facile farsi rispondere da Babbo Natale che da un qualsiasi servizio aziendale.
Quando ti trovi in queste difficoltà da brava italiana che ha sempre espresso il suo voto credendo che potesse cambiare le potenzialità di questo Paese, cosa ti passa per la testa se non il fatto che il tuo inutile voto non serva a niente se non ad affondare ancora di più nell'insignificante vita di "Uno Qualunque", ma mi ripeto continuamente che cercherò di dare quel voto, sicuro, certo, giusto ed onesto capace di ridare respiro a questo Stivale, che non riesce a calzare più nessuno!
Quello poi che fanno tutti i politici adesso è cercare nefandezze nei candidati degli altri movimenti o partiti politici, dando ancora più incertezze, creando più paure, additando ognuno di loro come poco onesto, appartenente a poteri occulti, capaci di vendere immondizie sperando di guadagnarci, picchiando la moglie solo perchè ci si separa, ma non sarebbe il caso di fare silenzio, e vergognarsi di tutto questo clamore assurdo.
Ma perchè cercare di aumentare il caos già dilagante, facendovi notare per le vostre sregolatezze, per non chiamarle "schifezze", sappiamo bene che questo teatrino politico non è nelle aspettative del popolo, ma tanto meno che possiate rappresentare gran parte del popolo ITALIANO.
Veniamo descritti come dei poco di buono, attraversati solo dalla necessità di appropriarci delle ricchezze degli altri, ma non mi sento in questo sacco di cose, e come me migliaia di altri onesti cittadini non si arrendono a tutto questo schiamazzo, si è tanto parlato di "POPULISMO", cercando di addebitarlo alla fazione contraria, ma vi siete resi conto che questo urlare continuo è il vero POPULISMO.
Tante COMARI che urlano dalle finestre di casa quanto la vicina sia più prostituta dell'altra, come se poi si possa soppesare quanto sia più prostituta una rispetto all'altra!!!
Fate silenzio tornate a quella politica fatta si di cose non vere, ma senza schiamazzi e risse; quella POLITICA che era parte fondamentale della vita sociale, fatta da persone prima di tutto istruite, capaci di esprimere le incapacità del popolo, portando avanti necessità, valori, programmi reali, non pensieri fantascientifici.
Torniamo alla politica elegante, forse anche molto formale, ma sicuramente che riesca a dare sicurezza in un domani che non è più nostro, ma deve essere dei giovani, di quei ragazzi e ragazze che sognano un mondo ancora pulito, fatto di diritti, dove creare non sia lontano dalle realtà, formare vite che riporteranno l'Italia ad un concetto di forza lavoro ed industrialmente dotata, dove ci riaffacceremo all'intera Europa con una identità parallela a quella delle altre Nazioni, senza vergognarci di appartenere ad una popolazione fatta di intelligenza, di arte, di fantasia, di manualità uniche, di agricoltura, di imprenditori e di politici, con una grande cultura lasciata da antenati che hanno reso questo Stato una forza nella sua piccola spazialità territoriale.

Lascio questo argomento con questa frase:
" Le parole sincere sono belle, le belle parole non sono sincere.
Chi è capace non discute, chi discute non è capace.
Chi sa non gioca d'azzardo, chi gioca d'azzardo non sa.
Il saggio non accumula: poichè considera tutto degli altri, tanto più ha egli stesso; poichè da' tutto agli altri, tanto più ha egli stesso.
La via del cielo reca profitto, non danno. La via del saggio è fare ma non contendere."

Ringrazio tutti quelli che si sforzeranno di esprimere il loro parere in queste elezioni!



Un abbraccio a tutti

Doriana

martedì 2 gennaio 2018

La squola capitolo I ...

Quando andavo a scuola erano anni di ripresa della vita, gli anni '60, dove tutto veniva preso troppo seriamente, dove tutto veniva tenuto sotto stretto controllo, dove tutto era quasi troppo terrificante!
Ricordo il mio primo giorno all'asilo dalle suore di don Bosco, non volevo restare mi facevano paura penso di aver implorato mia madre che mi portasse a casa e non mi lasciasse in quel posto, che poteva sembrare bello, con le giostrine, lo scivolo, altri bambini che giocavano festosi ed allegri...io no, non volevo assolutamente rimanere in quel posto che mi appariva come un lager, era tutto controllato, si rideva, si cantava, si giocava, ma soprattutto il pomeriggio si dormiva, e già si poggiava la testa sul banco e nel silenzio di quella immensa stanza si tiravano le tende spesse e scure e si stava lì in silenzio, sono certa che c'era qualche bimbo che dormiva, io no!
Ho sempre odiato dormire il pomeriggio, non avevo sonno e non mi piaceva.
Questa tortura durò poco forse per la volontà di mia madre, o forse perchè anche l'asilo costava e noi eravamo già tre sorelle.
Poi ricordo la seconda forma di impatto con la scolarizzazione, la mia prima classe. All'epoca abitavamo su un palazzo, ed io frequentai una scuola nelle vicinanze, ricordo con piacere quell'anno, ed il ricordo è rimasto impresso su l'unica foto che ho con il grembiule ed il fiocco.
La maestra era dolcissima, e ne sono certa perché il pensiero non mi fa drizzare i peli, ma anche questo durò poco. L'anno dopo cambiammo casa, finimmo ad abitare in una casina che adesso descriveremmo come villetta a schiera, a quel tempo erano case per gli operai della fabbrica che teneva in vita una città come Colleferro.
All'inizio mi era piaciuta l'idea di abitare su una casa che era tutta nostra, con il giardino davanti e retro casa, ben presto quel posto divenne la mia prigione.
Chiaramente fui costretta a cambiare scuola, un'altra sede più centrale, più vicino a casa.
Il primo giorno lo ricordo perfettamente anche se sono passati cinquantatre anni, anche quella mattina mi accompagna mia madre, vedo ancora questo lunghissimo corridoio, mano nella mano di mamma, passiamo davanti ad un'aula si apre la porta e appare una maestra, che saluta calorosamente mia madre, le chiede alcune cose su mia zia Pasqua, loro erano state compagne di collegio avevano studiato insieme e si erano diplomate insieme, con tanto affetto parlava della mia amata zia.
Dovevo andare con una insegnante che si chiamava Incitti, ma lei disse a mia madre che assolutamente mi voleva con lei, e che con l'altra insegnante se la sarebbe vista lei.
E qui senza saperlo cado nelle mani di una donna che non aveva cuore, tanto meno un' anima, entro in classe e vedo tre file di banchi, nella prima sezione verso la finestra la fila delle figlie dei dirigenti, nel centro la fila delle figlie degli impiegati, e l'ultima verso la porta la fila delle figlie degli operai!
Una cosa orribile, e forse sembrerà inventata, ma vi assicuro che qui ha inizio il mio rapporto doloroso con l'istruzione.
La maestra Cremona, ricordo solo il cognome, subito mi mise nella fila degli operai, anche perché tale era mio padre, e subito si accorse secondo lei che non ero molto intelligente e tanto meno preparata.
Non mi dilungo in quello che fu un calvario lungo quattro anni, la seconda elementare una volta era sostenuta da un esame, ricordo perfettamente che lo passai forse con dei piccoli voti.
Quello che mi terrorizzava di più della maestra Cremona era il suo cipiglio da grande scienziata e soprattutto psicologa, quello che più mi spaventava era il suo castigo quando lei decideva che non eri attenta o ben preparata, faceva confezionare delle orecchie di asino da quelli più bravi della classe, che guarda caso erano quelli delle file dei dirigenti, erano tutte belle, bionde, e tanto stronze.
Si divertivano a farle più lunghe e perdevano tempo anche nel colorarle, ricordo una mia compagna di scuola si chiamava But questo era il suo cognome, lei era tanto carina, era bionda con degli occhi azzurri ma purtroppo non apparteneva ai banchi giusti e ricordo con terrore quando la maestra la obbligò a mettere le orecchie di asino, ricordo le sue lacrime silenziose che scendevano sul suo viso, e la maestra che fomentava la classe a dirle "asina...asina!", poi non soddisfatta la fece girare per le altre classi dove credo ricevette lo stesso trattamento.
Se è accaduto anche a me non lo ricordo, sicuramente ho cancellato quella umiliante situazione, ma non cancellerò mai il ricordo di quello straziante momento durato quattro anni della mia vita!
Non sto raccontando frottole, non invento niente, sarebbe impossibile fantasticare su questi accadimenti, la realtà molto spesso è peggiore della fantasia, e lo strazio che produce ed il dolore che lascia è incancellabile.
La scuola per me è stata una matrigna di vita, mi ha fatto assaporare il dolore, l'umiliazione, la paura che spesso la vita racchiude, il male che diventa bellezza ma che non sorride...digrigna i denti!

Voglio iniziare una nuova catena di racconti, non solo per far capire quanto certe esperienze possano fare male, ma perché mi auguro di cuore che questo non accada più nelle nostre scuole, si parla adesso di bullismo, ma credo che ogni forma di sopraffazione, di umiliazione, di paura data ad un essere umano sia veramente orribile, spesso dietro maschere sociali nascondiamo, aguzzini e carnefici che ledono e nuocciono fortemente alla salute dell' ESSERE UMANO!



Buon anno nuovo a tutti quelli che con affetto ed amore mi seguono.

Un abbraccio universale

Doriana

giovedì 14 dicembre 2017

Anna e Marco...

Quando si avvicinano le feste natalizie mi sento sempre triste, non so perfettamente il motivo, ma tornano alla memoria storie e momenti di vita lontane.
I ricordi affollano la mente e riempiono il cuore di malinconica luce, e come in un film si dipartono immagini, voci, suoni che affollano le cellule cerebrali che lentamente ripropongono pensieri che sembravano totalmente seppelliti.
Torno indietro e mi torna alla mente la canzone di Lucio Dalla, Anna e Marco, legata a lontani ricordi e riesco a visualizzare momenti particolarmente intensi che mi regalano ancora sensazioni miste di felicità e tristezza, tutto si mescola in una forte voglia di rivivere quei momenti attraverso la memoria. Ed ecco riapparire nelle orecchie la musica e le parole di quella canzone che ha portato per mano una storia d'amore giovanile.
Avere vent'anni e innamorarsi di un ragazzo della tua stessa età, conosciuto attraverso una tua cara amica, prendersi per mano e iniziare un viaggio insieme, che doveva durare per sempre. Sensazioni struggenti che ti catapultano indietro come se fosse una macchina del tempo, e ritrovi profumi, voci, risate che risuonano nelle orecchie.
Immagini che scorrono veloci alcune belle, altre tristi, altre ancora ti fanno sorridere.
Lui allievo pilota, tu diplomata senza lavoro, cosa ci ha uniti non me lo spiego, cosa ci ha allontanati questo lo ricordo bene, la sua voglia di diventare un grande pilota di caccia, la forza che lo faceva diventare determinato e sicuro davanti ad ogni situazione.
Ci ha uniti la grande diversità, quella che poi lega tutti gli esseri umani, trovare nell'altro quello che manca a te.
A me mancava la determinazione, il coraggio di intraprendere una strada che portava a vivere la mia vita per quella che era, non fatta di sogni e di romanticherie.
Cosa ci ha diviso? Un oceano, l'oceano Atlantico che divide l'Italia dall'America, la sua carriera, la gioventù, la lontananza e chissà quante cose ancora!
Questa canzone mi ha fatto piangere per tanto tempo, ritrovavo un po' la nostra storia, strofe come "Anna con le amiche, Anna che vorrebbe andar via", ma sicuramente quella più vicina a quel momento è questa frase,  "Ma l'America è lontana, dall'altra parte della luna...".
Purtroppo non è finita come la canzone "qualcuno li ha visti tornare tenendosi per mano", la nostra  storia si interrompe attraverso un telefono, dall'altra parte della luna una voce mi dice che non può continuare, percepisco ancora quel dolore sordo, quella rabbia infinita, ma soprattutto la mia  solita richiesta " perché", rimasta senza risposta.
La cosa bella che se mi rivedo e mi ascolto non sono cambiata, sono rimasta una instancabile romantica, con una corazza che mi protegge dai dolori e soprattutto da tutti quelli che vedono il mondo in modo materiale, sterilmente avvinghiati alle cose, sopraffatti dalla superficialità, sostenuti da false ideologie, intrappolati in conformità che uccidono i sensi, invertono i pensieri fino a soffocarne la forza.
Questa storia è stata un po' come poi ho scoperto durante gli anni della mia vita, sottolineata dal mio profondo sentire gli avvenimenti, percependo molto prima quello che sarebbe accaduto tra noi, una sera in macchina poco prima che partisse, gli dissi che non ci saremmo più rivisti, lui forse per paura mi diede uno schiaffo, lo guardai inorridita e piena di stupore, non me lo aspettavo.
La vita è continuata per tutti e due, lui si sposò dopo essere tornato dall'America e lo è ancora con la stessa donna, io sono riuscita a provare amore per un uomo dopo nove anni , lui è diventato importante, io sono rimasta nel mio semplice mondo incantato!
Il resto ve lo racconterò un altro giorno, anche perchè niente si è fermato come per incanto.

Un saluto grande pieno di ricordi e non di rammarichi!
Buon ascolto




Doriana


venerdì 24 novembre 2017

Amicizia questa sconosciuta...

I sentimenti hanno sempre fatto vivere e morire, grandi poeti hanno raccontato i sentimenti conditi spesso da dolore, lacrime, abbandoni, per poi arrivare alla fatidica morte.
Parlare di amicizia appare quasi una cosa scontata, tanto inflazionata, troppo pubblicizzata. 
E' un tema ripercorso in continuazione dalla cinematografia, dalla pubblicità, e spesso pensiamo che sia semplice incontrare un amico/a con il quale riuscire a percorrere un periodo insieme, dividendo risate, allegria, divertimento...e poi quando questo finisce e arrivano momenti non proprio divertenti, ti giri e ti accorgi che quella persona non c'è più!!!
Ma cosa è successo, qui iniziano le domande che non avranno mai una risposta, anche perchè chi ti potrebbe rispondere è sparito, volatilizzato, eclissato.
Ecco che ti rendi conto solo allora che l'amicizia era un sogno, un ideale, una chimera il tuo amico non c'è più, cosa puoi aver fatto di così terribile che ha fatto fuggire a gambe levate il tuo grande amico? Forse non sei stato troppo corretto, forse hai detto parole sbagliate e senza senso, forse lo hai ferito senza volerlo...
Niente di tutto questo, è solo finito il tempo del divertimento, sei entrato in quella fase negativa dove non sei più a completa disposizione, i tuoi problemi, le tue difficoltà non interessano nessuno, meno che mai il tuo amico/a. 
Ed è qui che ti ritrovi solo, a dover trovare la soluzione più consona al tuo problema senza avere aiuto e conforto, sto parlando di discorsi, di parole, non parlo di aiuto materiale, ma di ascolto!
Proprio ieri su facebook ho visto un post che ha colpito molto la mia attenzione, un appello a dare aiuto a quelle persone che nella loro angoscia finiscono per mettere fine alla loro vita. Molto bello e sicuramente la persona che lo ha fatto lo ha fatto con il cuore, ma poi quando veramente ci si ritrova in una situazione simile chi è veramente propenso all'aiuto?!
Parlo di queste situazioni perchè è accaduto anche a me di ritrovarmi da sola, dopo aver aiutato persone a superare i loro drammi, divorzi, abbandoni, problemi con i figli, per arrivare a quelli che comportano problematiche della salute. 
Proprio ieri per puro caso ne ho vista una, parlo di quell'amica  a cui avevo donato molto tempo e ascolto. 
L'ho vista e penso che anche lei mi abbia vista, ma come spesso accade in queste situazioni ha abbassato la testa! Ma guarda il caso, lei che mi ha snobbata in un momento di grande difficoltà, a cui avevo raccontato il mio problema che non era banale, da cui speravo comprensione e appoggio.
Quando ho avuto bisogno mi sono ritrovata da sola, pensavo che avendo donato avrei ricevuto, ma non è così, il confessore deve ascoltare, ma non può essere ascoltato. 
In un mondo fatto di apparire e di apparenze ci stiamo lasciando morire alla solitudine, siamo sopraffatti di chiacchiere ed immagini, ma siamo abbandonati nei nostri dolori, che silenziosamente a volte ci trascinano verso una strada senza ritorno. Siamo bravi a giudicare, ma non sappiamo consolare, riusciamo a sapere tutto di tutti, ma non siamo capaci di essere compassionevoli.
Non parlo di quella compassione patetica e presuntuosa, ma della compassione vera e profonda, che etimologicamente  deriva dal latino "cum patior" , soffro con.
Nel tempo siamo riusciti a cambiare totalmente questo significato rendendo questa parola un concetto non ben definito di pietà quasi dispregiativo. 
Eppure il suo significato è nobile ed elevato, è la partecipazione alla sofferenza di un altro essere, vuol dire comunione profonda con il dolore che non è nostro ma che appartiene all'essenza di altri esseri umani.
Riporta al concetto di amore, amore incondizionato che non chiede nulla in cambio.

Allora mi domando quanto siamo capaci di mettere in opera questa trasformazione profonda, quanto siamo capaci di metterci nei panni dell'essere umano che sta soffrendo senza declamare le nostre facili soluzioni, quanta capacità e volontà abbiamo nel mettere la nostra amicizia, all'ascolto e all'abbraccio del dolore altrui?

Spero che ognuno di voi riesca a ritrovare questa forza che tutti noi possediamo ma che è stata sopraffatta dall'egoismo e dalla superficialità, dobbiamo ricordarci che è facile scivolare dall'altra parte del recinto!



Un ASCOLTO e un abbraccio grande a tutti quelli che lo desiderano e che ne hanno bisogno!


Doriana

lunedì 13 novembre 2017

Feuilletton n°5...la storia continua

Spero vi siate appassionati alla storia della mia famiglia materna, fatta di semplicità, ma piena di imprevisti e di forza.
Eravamo rimasti (feuilletton n°4) alle tre sorelle, che avevano scelto ognuna la sua strada lavorativa, e da li' che voglio continuare.
Nonna Angela sposò molto tardi nonno Francesco, un uomo grande, alto, possente, di famiglia benestante con possidenze terriere, il cognome era Candida, un uomo di fine ottocento. Si sposarono contro il parere dei genitori di mio nonno che ritenevano nonna Angela non adatta a lui, secondo i criteri dell'epoca doveva sposare un'altra donna più ricca, ma a lui non piaceva perchè brutta e sporca.
A quei tempi oltre alle terre aveva un mulino per la farina.
Dovevano essere periodi non facili dove la medicina era ancora molto arretrata come conoscenze per questo a causa di una brutta congiuntivite avevano dovuto asportargli un occhio che era stato sostituito da uno di vetro. Da piccola non lo sapevo e non me ne ero mai accorta, accadde un giorno che casualmente aprii un cassetto per prendere un mazzo di carte, e vidi questi due occhi che mi guardavano dal fondo del cassetto e capii che il mio dolce nonno aveva una protesi oculare.
Lo ricordo alto, e sempre con il cappello di feltro tipo panama di colore avana, nonostante la sua altezza non mi ha mai fatto paura, adorava le carte da gioco, un vizio che mia nonna Angela non sopportava, a volte faceva tardi al bar del paese e nonna che era una donna forte e volitiva lo chiudeva fuori di casa facendogli passare la sera al fresco.
Intanto la famiglia Candida cresceva, un po' come "piccole donne", Pasqua incontra il suo amore Luciano, maestro elementare come lei e si sposano.
Mia madre, Mariangela, si innamora di un carabiniere, Antonio, mio padre, che per sposarla lascia l'arma in quanto all'epoca non era possibile sposarsi se non dopo aver compiuto ventotto anni.
Tutti e due hanno la stessa età non so come si siano conosciuti, forse una amica comune. Mio padre, lasciata l'arma che forse non faceva più per lui, inizia a lavorare in fabbrica, la Bomprini Parodi Delfino, detta B.P.D. come operaio.
Decidono di sposarsi e prima ancora che questo avvenga iniziano le tragedie. Mio padre come tanti maschi è succube di sua madre, nonna Cristina, appassionata religiosa bigotta, legata a San Antonio da Padova, forse per questo motivo il nome di mio padre.
Riesce a convincere mio padre a darle i soldi guadagnati durante la sua permanenza nell'arma, perchè servivano alla famiglia per acquistare altri terreni da coltivare, anche loro contadini possidenti  ricchi e taccagni, assicurandogli che glieli avrebbe restituiti prima di sposarsi.
Lui confidando in questo insieme a mia madre decidono la data l'11 settembre 1956, hanno compiuto ventisei anni, alcuni giorni prima del matrimonio mio padre richiede i soldi a suoi genitori, che semplicemente glieli negano dicendo che non li avevano.
Antonio confessa a Mariangela, pochi giorni prima, di non avere i soldi per pagare il matrimonio, tutto era pronto, la chiesa, il ristorante, tutto il paese sapeva del loro matrimonio.
Mia madre è stata sul punto di mandare tutto all'aria, venuta a conoscenza dell'inganno non voleva più sposarsi; nonna Angela e le zie la convincono a mandare avanti le cose, e a pagare tutto furono loro, i miei nonni.
Inizio negativo e tragico, le foto tutte rigorosamente in bianco e nero, ritraggono mia madre triste e mio padre in imbarazzo.
Tutto questo preceduto da una infausta precognizione di mia nonna che aveva presagito a mia madre di non sposare Antonio perchè un operaio non avrebbe mai avuto la capacità di farla vivere come mia madre era abituata. Lei candidamente rispose che ce l'avrebbe fatta, questo è il sintomo più grave che produce l'amore.
Si sposano e lavorano, a dicembre mia madre resta incinta di me, grande gioia che sarà presto accompagnata da un grande dolore, mia nonna Angela a maggio del 1957 muore, un problema cardiaco che per l'epoca portava sempre a conseguenze infauste.
Il suo stato non era stato preso molto seriamente dal medico curante, allora a pagamento, che riteneva responsabile l'affanno di mia nonna al suo peso.
La mia nonnetta era bassina e paffuta, bionda e con i capelli ricci, lunghi e tantissimi, che portava come era uso in quegli anni raccolti in uno chignon sulla cima della testa con una leggera flessione ai lati del viso, di lei mi rimane una foto in bianco e nero. 
Secondo il medico questa era la causa della sua fatica nel muoversi, o salire le scale, o fare altre attività semplici legate alla vita quotidiana.
Dopo un forte malore, viene subito ricoverata in una clinica a Roma, ma ormai era troppo tardi per intervenire, muore stroncata da un infarto.
Mia madre al quinto mese di gravidanza viene a contatto con un dolore così grande come la morte di sua madre, ma nello stesso istante io nella pancia conosco il vero soffrire della vita... la morte.
 Nasco come era consuetudine a quei tempi, in casa e precisamente nella casa di famiglia a Gavignano dove erano vissute le mie nonne, le mie zie, mia madre, una casa con un grande significato per me.
Sembra dai racconti fatti da mia madre sia andato tutto bene, la levatrice, così si chiamava l'ostetrica allora, mi ha fatto nascere sana, in ottima forma, peso 4,200 kg, piango subito, e a detta dei molti che mi hanno conosciuto ero molto bella.
Credo di aver ridato il sorriso a mia madre, dopo la Morte, prepotente torna la Vita, la gioia.
A quei tempi avere il latte per una madre era un dono enorme, e mia madre ne aveva tantissimo, tanto da sfamare me ed un altro bimbo, era consuetudine aiutare altre madri meno fortunate.
Ho conosciuto da grande quella specie di fratello, che inconsapevole aveva preso il mio stesso alimento, quel latte ci aveva nutriti ed aiutato a crescere.
Era un tipo strano, forse oggi lo definiremo autistico, non socializzava con nessuno, viveva in un mondo fantastico, adorava disegnare, lo vedevo un po' come un Ligabue moderno. Ricordo la sua voglia di disegnare, mi fece un ritratto su un foglio di carta e con una matita, mi spiegava il chiaro scuro, in modo semplice e molto primitivo apparii su quel foglio, avevo i baffi, ma lui mi disse con quella semplicità che è data solo ad esseri particolari, che quella era l'ombra!
Non vi so dire che fine abbia fatto, non ricordo neanche il suo nome, ricordo solo che era per il paese uno zimbello, deriso, additato come un folle, un fuori di testa, a me faceva tenerezza, forse per il fatto che tutti e due avevamo alcune cose in comune; il desiderio della pittura, e il latte che ci aveva fatto crescere!
Dopo qualche anno andammo a vivere a Colleferro, in un grande palazzo, all'ultimo piano, in poco tempo la mia famiglia era cresciuta, si erano aggiunte in soli tre anni altre due sorelle.
Ma questa è un'altra storia...
La vita rivista sotto forma di scrittura serve per non tralasciare il bello, e per condividere il brutto, forse diventa più leggero proseguire, ma soprattutto ottieni un chiarimento alle tue fatiche, dolori, rinunce, in questo modo gli dai il giusto valore e trovi una spiegazione.



 Questa sono io e la mamma, sulla piazza di Gavignano!










Grazie

Doriana

giovedì 26 ottobre 2017

Detesto...

Detesto tutto quello che si muove in modo subdolo e non preciso, detesto il pressapochismo degli esseri respiranti che si credono perfetti, detesto quello che ci viene propinato come necessario senza esserlo, detesto il provincialismo con cui spesso si vive, detesto l'ipocrisia in tutti i suoi aspetti!
Alla base della nostra vita spesso ci ripetiamo di dover fare, dover essere, dover vivere secondo schemi dettati da motivazioni che nulla hanno a che fare con l'essere umano inteso nella sua triade; corpo, mente, spirito.
Vivere in quel modo silenzioso, falso, ipocrita che ci porta ad essere falsamente interessati alle persecuzioni dei popoli, alle terribili e funeste problematiche umane, della terra che si va distruggendo, degli uomini che si uccidono senza motivo. restare indifferenti difronte a tutto, facendo finta di vivere nel modo giusto, corretto, dove ci si commuove per la farfalla che vola nell'aria, ma non ci interessa saper se il vicino riesce a sopravvivere.
Ma cosa ci serve per accorgerci che ognuno di noi ha bisogno di un altro per potersi sentire vivo, che siamo innegabilmente legati da fili invisibili che ci uniscono a volte in una sola forma di vita.
Quanta poca forza c'è nella nostra vita, tutto ha un colore sbiadito, un suono indefinito, una stretta di mano floscia e senza energia, un sorriso falso senza luce, un abbraccio che non scalda, un bacio che non ama!
Voler provare la vita attraverso questa poca energia non è pensabile, ci spaventa il contatto perché ci possiamo infettare, ci barrichiamo dietro falsi moralismi, ci si nasconde per non prendere posizioni azzardate.
Farei una giornata all'insegna del "Possibile tutto", guardarci senza conoscerci, abbracciarci senza amarci, salutarci con un bacio senza essere amanti, provare a sentire il calore dell'altro, donando altrettanto calore, formando una forza di luce che ci legherà per sempre al mondo che tutti desideriamo!
Utopia, fantascienza, filosofia, urlare un "NO" che possa essere avvertito fino in alto nel cielo, che poi si polverizzi in tanti no piccoli ma forti, che riempiano la terra di colore, di energia, di forza, capace di imprimere una rotazione giusta; dove la terra possa riprendere una orbita corretta.
Immaginare una trottola che ruota impazzita senza un ordine codificato da leggi Divine, dove solo il desiderio di molti uomini dotati di quella purezza che contrasta il buio, dove ci troviamo ormai da diversi anni, riesca ad imprimere la giusta rotazione  dove il bello non venga scambiato per banale, dove l'amore non venga confuso con l'ipocrisia, dove la religiosità non prenda il sopravvento come forza negativa di dominio, dove l'essere umano sappia riprendere in mano la propria forza vitale senza paura.
La paura, sentimento strisciante che incide sulle tematiche di tutti i giorni, quotidiano, politico, medico, spesso siamo confortati dal fatto che mediocremente ci riteniamo coraggiosi, senza tener conto che la paura ci attanaglia, ci stritola, ci avvolge in quelle spire che spesso ci fanno rinunciare a combattere per avere parte fondamentale della nostra vita.
Sicuramente è un'aspirazione surreale la mia, ma una cosa è certa "IO CI CREDO", e spero che altri pazzi come me pensino e desiderino la stessa cosa: una vita da ESSERE UMANO, che sia degna di questo nome.
Senza paura vivere, desiderando, auspicando, farneticando, pensando, volendo, vivere con amore quello che mi appartiene, senza che uno qualsiasi possa portare modifiche a questo.
Adesso una bella ricetta di un dolce che dolcifichi in maniera forte la nostra giornata.

Torta dei mille desideri



Ingredienti:
un pan di spagna già pronto, oppure una mia ricetta
una crema pasticcera fatta come segue:
3 uova fresche, dove useremo solo i tuorli,
4 cucchiai di zucchero o fruttosio,
3 cucchiai di farina o 4 cucchiai di fecola di patate,
1/2lt di latte vaccino oppure latte di riso ricordandoci che se usiamo del latte vegetale aggiungiamo un cucchiaio di farina,
3 cucchiai di cacao amaro o se preferite cioccolato fondente 100gr,
3 cucchiai di gocce di cioccolato fondente,
un baccello di vaniglia.
Per la bagna usare del liquore dolce allungato con acqua.

Sbattere i rossi con lo zucchero, intanto mettiamo a bollire il latte con la vaniglia, quando i rossi sono ben montati aggiungere la farina, il cacao o il cioccolato sciolto a bagnomaria,  mescolando delicatamente, subito dopo aggiungere lentamente il latte. In una pentola mettere dell'acqua a bollire ed immergere il contenitore della nostra crema facendo cuocere a bagnomaria. Quando inizierà a bollire e ad essere densa togliere dal fuoco lasciare raffreddare, intanto prendere il pan di spagna tagliarlo in due parti, bagnare con il liquore, spalmare la crema mettere le gocce di cioccolato, poi aggiungere l'altro strato, bagnare di nuovo e rimettere la crema mettere altre gocce di cioccolato. riporre in frigo e servire freddo.
Buone coccole a tutti.

Un abbraccio forte ed intenso come il cioccolato!

Doriana

giovedì 19 ottobre 2017

Ridere...

Adesso si fanno terapie della risata, yoga della risata.
Bene ridere sicuramente è una terapia ottima per il nostro corpo, per le difese immunitarie, per la psiche, per la mente...ma con chi ridere?
Mi chiedo perché si finisce di ridere durante la vita.
Ricordo perfettamente all'età di 20/30 anni le risate che mi facevo insieme alla mia migliore amica Antonella, tutto era perfetto per una battuta arguta seguita da una risata sonora.
Piano piano, lentamente quel ridere si è affievolito perdendo quella energia che ti faceva scuotere dalle risate, ti faceva piangere dal ridere, e non potevi fermarti perché solo guardandoti negli occhi ricominciavi a ridere.
Ma dove è finito questo meraviglioso sorriso senza poi grandi ragioni, poteva essere un tipo strano che passava, una stranezza che ti era accaduta durante la giornata oppure una tua defaillance che ti faceva piegare in due dalle risate.
Ti prendeva la pancia e i muscoli si contraevano fino a farti male, meglio di tutti gli addominali fatti in palestra.
Ma cosa succede durante gli anni, perché non riusciamo più a ridere, non dico sorridere, ma ridere, ridere a crepapelle.
Come possiamo fare per tornare a ridere, perché non ci sono terapie omeopatiche del buon umore, perché non abbiamo a disposizione un'aspirina del sorriso, tornare a ridere è quello di cui abbiamo bisogno!
Vediamo se riesco a darvi una ricetta economica e salutare.
Prendiamo la nostra vita passata dai 30 anni in su' e iniziamo a guardarla come se fossimo al cinema, il tuo film scorre inesorabile sullo schermo. Guardiamo attentamente come se non ci appartenesse, iniziamo da quello che spesso cambia la vita degli esseri umani: il matrimonio
Mi vedo quel giorno come se fosse adesso, l'abito pronto ed indossato, e per la grande paura una diarrea da non credere per una stitica come me! C'è da ridere!
Mentre finisco di prepararmi, i genitori di lui, chiaramente senza diarrea, in disparte, con una paura inesprimibile verso questa unione, che come si leggeva nei Promessi Sposi " sto' matrimonio non sa' da fare", non ridevano affatto.
Poi si arriva in chiesa, auto bellissima, chiaramente prestata da un amico carissimo di tuo marito, che dopo quel giorno diventa irrintracciabile. Come anche è poi accaduto alla mia carissima testimone, ed al grandissimo amico d'infanzia del tuo consorte, anche lui svanito nel nulla della vita!
Già questo fa molto ridere, ma a distanza di tanti anni fa anche pensare...
A cosa non ve lo dico adesso!
Intanto mi sono fatta veramente delle belle risate!
Grazie a questo film in 3D forse si riesce a capire il senso della vita attraverso tanto ridere...ridere a crepapelle!

Un abbraccio forte e tante risate, iniziate a ridere della vostra/nostra vita, per allungare la vita stessa, per poterla gustare fino in fondo!


Doriana

martedì 26 settembre 2017

Correre per non arrivare...

Forse oggi si corre troppo, sbattendo il viso come le mosche, contro tutto quello che si incontra, come si può cambiare tutto questo senza farsi del male?
A volte penso a cosa produce questa frenesia, mi guardo, mi ascolto e non trovo una spiegazione.
La vita cosa rappresenta nella mia vita, o nella vita di ognuno di noi.
Tante belle frasi piene di grande filosofia, dove spesso ci imbarchiamo nella più profonda ipocrisia umana.
Bugie raccontate credendole vere, fandonie plausibili per gli altri e per noi.
Amori grandi fatti di meraviglie del creato, mentre nel nostro cuore si muove solo paura, solitudine, rabbia, incapacità di dire o di accettare la verità, silenzi indagatori, silenzi colpevoli di non amare e di non riuscire a dirlo.
"La loro bocca dice menzogne e alzando la destra giurano il falso".
Insensibili alle urla degli altri Esseri umani, continuiamo a far finta che tutto è perfetto e a posto, non ha sbavature, non presenta imperfezioni, l'egoismo che trasuda umanità, ci allontaniamo da tutto ci fa orrore perchè non rientra nella bellezza desiderata o sperata.
Quanto poco coraggio abbiamo nei nostri cuori!
Un discorso che vi può apparire strano ma rileggete più volte queste poche parole e sapranno aprire canali chiusi da secoli, aprirete gli occhi su immagini che non potevate vedere. Queste poche parole magiche vi rimbomberanno nel cervello, risuonando come trombe nell'anima e nel cuore. Quando sentirete la Pace solo allora avrete compreso!


Un abbraccio a tutti!

Doriana

sabato 16 settembre 2017

La vita si ascolta...

A volte mi chiedo dove sia finita la voglia di ascoltare, ascoltare la gente, ascoltare l'anima, ascoltare il silenzio per poter udire l'infinito.
La musica del cosmo, il concerto del creato, la melodia dell'anima!
Ascoltare, non ne siamo più capaci, e come stare fermi, altra cosa che non riusciamo a fare.
Provate a stare fermi immobili per cinque minuti...ci siete riusciti?
Provate ad ascoltare una persona per cinque minuti...ci siete riusciti?
Ascoltare non è sinonimo di sentire, sentire lo facciamo spesso quando siamo costretti anche senza averne voglia, le chiacchiere dei nostri simili, quindi usiamo le orecchie e niente altro.
Quando si ascolta tutto il corpo partecipa in questo lavoro, i nostri occhi, il viso, ma soprattutto l'anima e per questo riusciamo ad entrare in empatia con l'altro essere e comprendiamo il suo racconto, portando l'esperienza ad un livello animico, proviamo "compassione", che non è quel sentimento patetico, ma è con-passione, in questo modo siamo totalmente partecipi al racconto, ed è come vivere un'altra vita...quella dell'Essere che si racconta!

Ascoltare è sentire lo spirito entrare in contatto con l'intero corpo, perfino con le parti più remote che la mente normalmente non raggiunge.


Buona domenica di ascolto!

Doriana

giovedì 24 agosto 2017

Siamo ancora vivi...

E' tanto che non scrivo, ho avuto molto da fare, tra lavoro ed altri impegni ho mollato il piacere di scrivere.
Oggi alle soglie del mio compleanno ritrovo il desiderio di riaprire il blog e di sbirciare, le visualizzazioni sono crollate ma è normale, voglio riprendere a parlare su questo diario per lasciare i miei pensieri in questo cassetto virtuale e tecnologico.
Sono accadute tante cose sia in Italia che all'estero, ma tutte brutte, attentati, terremoti, catastrofi che dopo avvenute ci si accorge che potevano essere evitate.
Ma mi chiedo ogni volta, ma se le potevamo evitare perché non lo abbiamo fatto?
Chi ci impedisce di fermare i terroristi quando se ne conosce nome e cognome?
E per quale motivo riusciamo a sapere quando una scossa sismica deve arrivare e non facciamo niente per evitare almeno le vittime umane?
Ma se siamo così bravi e tecnologici, perché non miglioriamo la vita dell'essere umano?
Tutte queste domande mi tengono sospesa e non so dare risposte che possano colmare le lacune, ma definire migliorata la nostra vita quando di fronte agli eventi calamitosi della natura non sappiamo come gestirli, e di fronte alla follia omicida di uomini presi da ideologie pseudo religiose restiamo inermi e indifesi e non riusciamo a contenere o ad amministrare in modo intelligente certi eventi, credo che non abbiamo fatto dei grandi passi in avanti ma penso e credo che siamo in quel momento di grande ottenebrazione già vissuta in tempo Medioevale, dove c'erano le streghe, l'inquisizione, il buio sia nelle strade che nelle menti, dove si respirava aria chiusa e fetida, legata all'impossibilità umana di aprirsi a spazi e visualizzazioni diverse. Dove si credeva nel male oscuro, perché nessuno aveva la curiosità di aprire le finestre della conoscenza, provare a guardare oltre il proprio ristretto spazio, dove il Vassallo era detentore di vita e di morte.
Abbiamo modificato i nomi dei capi, abbiamo cambiato l'idea del nostro misero vivere, ma senza regalare alla vita il vero significato di libertà.
Che non è la libertà di "faccio quello che mi pare", ma è la LIBERTA' capace di valutare le necessità di tutti, e dico tutti gli esseri viventi, è il rispetto di ognuno di noi, è la capacità di affermarsi attraverso il lavoro, l'espressione del pensiero individuale che sa diventare  pensiero comune di un popolo.

Qui sta molto bene una frase "Quell'uomo che è libero dalla credulità, che conosce l'Increato, che ha tagliato tutti i legami, che ha cancellato tutte le tentazioni, che ha rinunciato ad ogni speranza, costui è davvero il supremo fra gli uomini".

Voglio augurarmi che questo divenire sia più vicino di quello che sembra, non tanto per quelli della mia età, ma per tutti i giovani che sono nostri figli, non bisogna solo aspettarsi dagli altri dei cambiamenti, ma dobbiamo ognuno nel nostro piccolo spazio modificare abitudini, consuetudini, mal costumi, vizi e pratiche che avvelenano e non possono modificare la vita su questo pianeta.
A risentirci presto, sicuramente prima del mio prossimo compleanno!


Con affetto e amore

Doriana


giovedì 18 maggio 2017

Quante chiacchiere...

Sento sempre tante parole, che urlano, che inveiscono, che uccidono, che profetizzano; ma cosa dicono tutte queste bocche spalancate che emettono suoni indistinti, che lasciano il vuoto dove l'hanno trovato!
Siamo in tempo di grandi cambiamenti in tutto il mondo risuona questa tiritera, ma vorrei far notare alle persone che i cambiamenti non sono sempre belli e positivi.
Tutti contro tutti, e nessuno a favore della vita, risuonano passi di guerra, ascolto tematiche di rivoluzione, cosa si sta facendo per il mondo e per i popoli di questa terra?!
Siamo certi che quelli che portano bandiere di pace e soluzioni economiche siano nella verità?
L'Italia si appresta al voto (speriamo!), la Francia l'ha fatto giorni fa',  altre nazioni dovranno decidere da che parte stare.
Ma quale lato della barriera è quello giusto, visto che i partiti come li avevo conosciuti 30 anni fa' non esistono, dove il gran minestrone politico ci porta adesso a destra, ma non troppo destra, e poi a sinistra, ma non troppo di sinistra. Ci ritroviamo con dei colori sbiaditi con polemiche rurali sempre forti, dove la voce del più cafone porta la sacrosanta verità.
Mi sento veramente frastornata in questo caos che non mi porta in nessuna direzione.
Intanto auguriamoci che si arrivi alle elezioni, per poter decidere civilmente quale possa essere il governo che desideriamo.
Siamo stati nella bagarre della Boschi con un padre che ha usufruito della popolarità politica della figlia, e da poco siamo sempre nel calderone dei padri con quello di Renzi.
Si assistono a delle scaramucce veramente patetiche ed infantili; sarebbe il caso che tutti questi esemplari politici facessero un passo indietro e smettessero di fare tutto questo teatro da strada e iniziassero a fare politica, quella seria senza disconoscere che in ogni luogo del mondo ci si muove con conoscenze e motivazioni solo politiche, e che dovremmo tornare all'educazione politica, in modo da non scadere in queste ridicole faccende casalinghe.
Si dovrebbe tornare a delle regole ferree, perché il popolo non ha bisogno di poteri forti ma ha bisogno di uomini capaci, saggi, che sappiano trascinarci fuori da questo caos!
Gli scandali che accadono oggi non scandalizzano più nessuno, perché ci siamo abituati a tutto questo orrore e non sentiamo più il fetore di quello che si muove intorno a noi.
Smettere di pensare solo a noi stessi e riprendere le motivazioni che conducono ad una politica corretta.
Credo che si debbano aprire delle scuole che formino gli uomini alla politica, come in qualsiasi altra scienza basta con questi esseri che nel sottofondo del mondo si muovono strisciando verso l'alto, pretendendo di essere migliori e più forti!

Come sempre vi lascio una frase fatta di saggezza!

" Il popolo ha fame perché chi sta in alto si mangia troppe tasse. Ecco perché ha fame.
Il popolo è difficile da governare perché chi sta in alto ama strafare. Ecco perché è difficile da governare.
Il popolo prende alla leggera la morte perché la sua ansia di vivere è eccessiva. Ecco perché prende alla leggera la morte.
Ora, chi non si da' da fare
 per vivere è più saggio di chi da' tanto valore alla vita."

E ancora parlando con saggezza.

" Un buon condottiero non è bellicoso. Un buon combattente ( politico) non è iracondo. Chi ben vince i nemici non contende. Chi ben impiega gli uomini si pone al di sotto di essi.
Questo si chiama "virtù del non contendere". Questo si chiama "capacità di impiegare gli uomini". Questo si chiama "essere uguali al cielo". Lau-Tzu

Un abbraccio nella solidarietà di ESSERE UMANO!

Doriana

giovedì 20 aprile 2017

Conosco un posticino...

Iniziano le belle giornate, la primavera esalta tutti i profumi, i colori, l'intensità dei suoni.
Tutto si risveglia in questo periodo meraviglioso dell'anno, la luce è più intensa e le giornate più lunghe.
Adesso si comincia a programmare le ferie e le vacanze, che ne dite di un bel giro in Italia, tanto da vedere, da ricordare, da assaggiare, cercando di mantenere nella mente le immagini che i nostri sensi riescono a carpire, e catalogare, perché un giorno possiamo riaprire l'album dei ricordi e riassaporare quello che abbiamo visto. I soldi spesi meglio sono quelli che si dedicano ai viaggi alla cultura e a se stessi!
Vedo che sono seguita in America, e propongo a quelli che non l'hanno mai fatto di fare un viaggio da noi in Italia, fermandosi in Umbria, o meglio ancora presso Villa Dorata.
Vi ritroverete perfettamente al centro della incantevole Italia e da qui potete decidere se incontrare il favoloso sud, assolutamente vi dovete fermare nella capitale la storica Roma, e poi proseguire, con la Puglia, il Salento, la Calabria e poi perché no la meravigliosa Sicilia.
Altrimenti andare verso le  caratteristiche città del nord, la Toscana, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, il Trentino, la Val D'Aosta.
Potreste veramente vedere quello che è contenuto nelle sette meraviglie del mondo!
Propongo Villa Dorata, una casa di campagna dell'ottocento rurale, tutta ristrutturata con modalità di recupero delle vecchie strutture, confortevole, posta a due passi a piedi da Todi, con tantissimo verde intorno, dove la pace è strettamente legata alla natura che circonda la casa.
Allora vi suggerisco questa incantevole casa, dove troverete Eleonora che parla perfettamente l'inglese, il francese e un po' di spagnolo, una calorosa accoglienza che vi metterà subito a vostro agio!
Intanto godetevi alcune immagini, spero vi facciano venire l'acquolina in bocca ed un grande desiderio nel cuore!







Se volete curiosare all'interno della casa vi suggerisco AIRBNB, dove troverete i particolari per venirci a trovare!


Viaggiare è il mio sogno, conoscere è quello che desidero!

Doriana

Aspettando il sindaco...

Mi sono accorta che il mondo gira per poi ritrovarsi sempre nello stesso punto. Sembra ieri ma ci stiamo ritrovando come anni indietro con il dilemma delle elezioni del sindaco a Todi.
C'è molta incertezza e confusione, guardando quello fatto dal sindaco in carica  ti accorgi che non ha rispettato una sola delle promesse fatte all'inizio del suo mandato.
Il fermento che vive Todi in questi giorni è allucinante, si riparano le strade, si inaugurano lavori fatti in precedenza, lo scompiglio è inverosimile. Mi chiedo come mai  tutti questi anni passati nell'assoluto fare niente, con strade che avevano buche che se ci finivi dentro non ne uscivi vivo, l'inettitudine e l'inerzia che abbiamo visto in questo periodo, dove qualsiasi cosa era superflua e fuori modo, adesso, come si usa fare in tutte le costituzioni, ci si infervora per farsi ricordare e soprattutto per ricordare agli elettori che il sindaco c'è e lotta con noi.
Organizzare una qualsivoglia festa paesanotta, o molto chic era improponibile, perchè non bello e non era da farsi. Il dopo terremoto che è stato per tutta l'Umbria una catastrofe economica con conseguenze sociali enormi, niente ha prodotto idee o iniziative da parte del sindaco in carica o da parte della Regione Umbria, non si sono sprecati neanche sui social network per incentivare il turismo, per far comprendere al mondo che l'Umbria non era tutta terremotata.
Un silenzio assurdo che lasciava molto spazio alla fantasia del popolo, che non rilasciava notizie corrette sull'entità del problema.
E poi che dire di questi coraggiosi turisti che si sono spinti fino da noi per ammirare le bellezze artistiche spesso chiuse per problemi sismici.
L'Umbria è un posto fantastico, poco reclamizzato, lasciato in uno stato di abbandono informazionale da terzo mondo. E' da poche settimane che vedo sulla RAI una pubblicità molto carina sulle varie regioni compresa la nostra, che rimette in luce la bellezza e l'accoglienza di questi posti.
Non so veramente chi voterò, e poi anche se lo sapevo non ve lo dicevo, ma sto' vagliando attentamente le proposte politiche dei vari settori con all'interno il loro dono, tutto adesso è fattibile anzi realizzabile, ma dopo cosa accade?
L'unico di cui leggo spesso idee di aiuto e di rinascita di questo paese è il signor Floriano Pizzichini, che cerca in modo anche elegante di far comprendere il suo piano politico e di rinascita di Todi, ma tutti gli altri dove sono e cosa pensano?
Forse si sentono già sconfitti in questa guerriglia urbana, o ancora non sanno bene cosa proporci, o forse ancora si stanno mettendo d'accordo con il nemico???
Bene l'11 giugno è alle porte, dobbiamo iniziare a porci delle domande e gli eventuali candidati a darci delle risposte, ma qui il silenzio è di tomba!
Aspettiamo con trepidazione quel giorno che verrà, e quindi vedremo cosa fare un voto lo darò sicuro, per questo o quello, o come diceva bene Totò "VOTA ANTONIO; VOTA ANTONIO", urlando dall'imbuto nascosto dietro una finestra!


Veramente bellissimo questo video guardatelo e fatevi due risate!!!


Un abbraccio elettorale a tutti quelli che mi seguono!

Doriana

lunedì 3 aprile 2017

Il terremoto...




Per caso ho visto sabato 1 aprile la manifestazione dei terremotati del centro Italia, è impensabile che si debba urlare la disperazione sotto gli edifici del governo, ma non doveva essere veloce questa ricostruzione?
Spero non abbia la stessa velocità usata per l'Aquila, dove ancora ci si trascina tra incompetenze,burocrazia, ladrocini, bufale, e mal-ricostruzioni. Ma come si fa a non dare risposte a tutte quelle persone che si sono viste portare via in una frazione di secondi tutta la loro vita?!
Ma cosa si sta aspettando?
Forse le prossime elezioni?
Dove si ergeranno uomini eroi che faranno ricostruire i paesi in un battito d'ali, quasi per incanto appariranno le casette, che dopo sei mesi dal dramma sono ancora in navigazione verso dove non si sa!
E si vedranno i politici visitare ancora quei luoghi orribili che lasciano angoscia e terrore solo a guardarli dalla tv.
Quello che mi domando è  perché si debba aspettare la burocrazia lenta ed estenuante, per quale motivo non si instaurano delle metodiche veloci proprio per queste eventualità calamitose, dove dei tecnici e dei burocrati possano espletare velocemente le varie procedure.
Questo accade nella mia frenetica fantasia, ma ancora di più mi domando per quale motivo tutti i cittadini coinvolti in queste situazioni non prendano l'iniziativa di unirsi per mettere insieme le forze fisiche, morali e di mezzi, escavatori, trattori ecc.e lavorare, per riportare ordine nelle loro strade e nella loro vita.
Senza perdere tempo in inutili dimostrazioni, conviene dimostrare il dissenso facendo da soli!
Allora forza e coraggio e muovete le vostre energie, in questo modo anche tutti i burocrati si convinceranno ad intervenire, e poi non restate con tutte quelle macerie che fanno sentire ancora la loro energia negativa, di distruzione, orrore, tristezza e disperazione!
L'unione è sempre stata la forza del popolo, da quando si è delegato altre entità aspettando che queste si muovessero a compassione del popolo, è qui e proprio qui, che abbiamo smorzato la nostra energia, credendo che solo lo Stato possa o debba salvare.




"Levati in piedi da te stesso, esamina te stesso da te stesso, e così, custodito da te stesso e rammemorante , vivrai felice." Buddha.

Rumorosamente con il chiasso che meritano queste realtà un pensiero di forza!

Doriana


venerdì 31 marzo 2017

Il movimento è vita...

Bello vedere le amiche di yoga che si muovono in modo ordinato ed armonico, lasciando spazio anche al coraggio, coraggio di appendersi alle corde e di lasciare il corpo penzolare!
Vedo con vera meraviglia i loro corpi cambiare, la postura che si modifica allungandosi, estendendosi, riprendendo movenze da giovani e non accartocciamenti e andature che lasciano travedere età che superano gli "anta".
L'energia è legata al movimento, l'energia si muove attraverso i meridiani del corpo, lo yoga rigenera l'energia che raggelata resta ferma in alcuni meridiani. Le asana ridonano gioventù a tutti, senza che ci si accorga della grande trasformazione che avviene anche nella nostra salute.
Adesso voglio lanciare anche l'idea della danza classica per le persone grandi, le posture, le movenze, la musica, riportano in modalità giovinezza il corpo, regalando allo Spirito forza, armonia, libertà, ed il piacere di condividere esperienze che non avevamo mai neanche pensato.
La possibilità è per tutti, grandi che hanno avuto esperienza nella danza, ma anche quelle come me che l'hanno solo sognata, guardando le ballerine che piroettavano come libellule.
Perchè non provare, perché non lasciarci andare alla bellezza del movimento armonioso e delizioso della danza, siamo ancora in tempo per prepararci al saggio della nostra vita, liberatevi dai condizionamenti, e venite a volteggiare con noi!

Vi lascio una ricetta favolosa che adoro per il suo gusto eccezionale, non è identica all'originale, perché l'ho resa più leggera e mangiabile anche da quelli perennemente a dieta!


Pastiera napoletana



Ingredienti:
per la pasta frolla vi mando in un altro post
Per il ripieno:
500gr di ricotta di pecora o mista
100gr di orzo perlato o un barattolo di grano già pronto
50gr di canditi
100gr di zucchero a velo
3 uova solo il rosso
2 cucchiai di sciroppo di fiori di arancio



Per la pasta frolla seguire le indicazioni già date, lasciarla riposare per circa 1 ora in frigo. Intanto in una pentola far bollire l'acqua, lavare l'orzo e quando bolle l'acqua farlo cuocere ci vogliono circa 40 minuti deve risultare molto cotto e morbido, lasciare raffreddare. Se volete fare prima scegliere il barattolo già pronto con il grano cotto per pastiera si trova in molti negozi. In un recipiente mettere la ricotta,l'orzo o il grano, lo zucchero, i canditi, i rossi d'uovo, i fiori di arancio mescolare bene fino a che il composto risulti omogeneo. Prendere una teglia tonda per crostate deve essere con il bordo alto, mettere la carta forno, stendere la pasta frolla con uno strato di circa 1 cm, bucherellare tutta la pasta in modo che non gonfi, lasciare ai lati un margine di pasta che andrà poi piegata sul ripieno, e lasciare un poco di pasta per fare le strisce di guarnizione.
A questo punto mettere il ripieno stenderlo uniformemente, mettere le strisce e piegare il bordo. Infornare a 180° a forno già caldo deve cuocere per circa 40 minuti, controllare che abbia un colore ambrato. Lasciare raffreddare prima di servire.
Vi assicuro che è fantastica, aiuta anche nella meditazione, e fa dire degli OMMMM incantevoli.


A tutti un' assaggio di questa sublime crostata, e poi danzate e lasciate malinconia e chili di troppo!

A presto

Doriana